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Comitato Andreane: “Interrate il nuovo elettrodotto, come a Polpet”! L’assessore Paolo Gamba assicura il sostegno politico alla richiesta

Paolo Gamba

Interramento del nuovo elettrodotto Polpet-Scorzè, così come hanno ottenuto gli abitanti di Ponte nelle Alpi. E’ la richiesta formulata dinanzi all’assessore Paolo Gamba e al consigliere comunale e presidente della Comunità montana Belluno – Ponte nelle Alpi Giorgio De Bona dal rappresentante del Comitato di Andreane Luigi Fontana. L’incontro, riguardante le osservazioni da presentare a Terna in relazione al Piano tecnico delle opere della Rete di trasmissione nazionale nella media Valle del Piave, si è tenuto ieri sera nella sede della Cooperativa agricola di Fiammoi alla presenza di un gruppo di cittadini di Andreane. Nel tracciato della nuova linea di Terna pervenuto al Comune di Belluno un mese e mezzo fa, infatti, i tralicci, in particolare il n.7 si troverebbe a circa 45 metri dall’abitato di Andreane, con le conseguenti immissioni di campi elettromagnetici. L’assessore Gamba ha assicurato che sosterrà la richiesta di interramento della linea proposta dal Comitato, coinvolgendo anche i Comuni di Ponte nelle Alpi, Soverzene e la Comunità montana. Il Comune di Belluno, dunque, si sta muovendo, benché nel protocollo d’intesa con Terna, sottoscritto dal sindaco Prade nel 2009 – come è stato osservato nel corso del dibattito –  fossero sfuggite delle insidie. Tra le righe del documento, infatti, Terna classificava come “linea strategica” quella a 220mila volt in progetto, riservandosì la facoltà di elevare la tensione a 380mila volt. Un particolare che potrebbe ostacolare la richiesta di interramento, perché l’isolamento dei 380mila volt, ancorché tecnicamente possibile, diventerebbe più oneroso per la società Terna. Le rassicurazioni di Gamba, secondo il quale «Terna ha stanziato 80 milioni di euro su questo elettrodotto, e se esiste la soluzione tecnica sono certo che verrà realizzata», tuttavia, non sono riuscite a tranquillizzare l’impeto di Riccardo Marcolin, fondatore insieme ad altri nel 2002 del Comitato contro l’elettrosmog di Ponte nelle Alpi. Che ha ricordato il pesante tributo di sangue già versato dalla provincia di Belluno con il Vajont. Oltre ad invocare la normativa europea “Rete 2000” ed i vincoli paesaggistici, minacciando altresì un esposto alla magistratura e ai ministeri competenti. L’unico dato certo, per ora, è che il Comune di Ponte nelle Alpi è riuscito ad ottenere da Terna l’interramento della vecchia linea a 220mila volt che attraversava Polpet. E dunque, nella progettazione di un nuovo impianto, i criteri prudenziali a tutela della salute pubblica imporrebbero perlomeno altrettanta attenzione.

 

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