Contrattacco del sindaco Antonio Prade sulla questione del portavoce, “licenziato”, tra l’altro, su mozione di un consigliere del suo partito. “Ho chiesto qualche giorno fa alla Direzione Generale la verifica dei presupposti economici e formali che hanno portato alla risoluzione del rapporto contrattuale con il mio portavoce – scrive in una nota il sindaco di Belluno -. L’esito della verifica è che, contrariamente a quanto affermato, le spese di comunicazione consentite per il 2011 in base alla Manovra Tremonti, permettono al Comune di Belluno, dal punto di vista tecnico, di affrontare liberamente la spesa per il portavoce, peraltro già impegnata a inizio anno e che quindi nulla va a togliere a nessuno.
La delibera di Giunta di ieri, dunque, fa chiarezza su questo aspetto tecnico e rivede un provvedimento adottato forse un po’ troppo precipitosamente.
Detto questo – prosegue Prade – nei prossimi giorni sentirò se Vincenzo Agostini ha ancora voglia di far parte della mia squadra a Palazzo Rosso. Va da sé che se così sarà, gli chiederò un ulteriore sacrificio sul suo compenso che, ancorché già ridotto a gennaio, deve tenere conto del quadro generale.
Concludendo, non posso non ricordare che il portavoce, oltre a essere figura contemplata dalla legge per facilitare i rapporti tra i vertici delle Pubbliche Amministrazioni e i mezzi di comunicazione, è anche normalmente presente a fianco di tutti i Sindaci dei Comuni di una certa rilevanza, dei Presidenti di Provincia e di Regione”.
