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Soppressione Tg3 serale. Zaia: “Sviluppare un servizio pubblico fedele ai propri principi. Bond e Cortelazzo: “Così la Rai ci legittima a non pagare il canone”

“Mi sento al fianco dei giornalisti della sede RAI di Venezia e di tutte le altre sedi regionali, impegnati come sono nel proporre alla loro azienda una piena presenza nei palinsesti regionali”. Il presidente della Regione Luca Zaia interviene per sostenere l’informazione regionale della Rai, in particolare della terza edizione serale del Tg.
“Credo che la questione non riguardi il minutaggio, del resto assai esiguo e residuale, dell’informazione legata ai territori – sottolinea Zaia – quanto piuttosto il ritorno consapevole e motivato dell’azienda pubblica alle ragioni che determinarono la nascita della Terza Rete. Sviluppare attorno ai territori la cultura, le identità e le economie delle regioni eliminerebbe, inoltre, la causa prima di quel male che tutti condannano e che si chiama spartizione”.
“Una riflessione dei vertici RAI attorno a questi problemi – conclude il presidente veneto – darebbe la sensazione che si sta lavorando davvero per sviluppare un’articolazione del servizio pubblico fedele ai propri principi”.

Dario Bond

“Ci chiediamo come mai la Rai trovi i soldi per i suoi dirigenti e per tanti programmi spazzatura e non riesca a garantire l’informazione regionale della notte. Questo modo di operare è sbagliato e va a colpire un diritto costituzionalmente garantito come quello all’informazione, informazione che deve essere garantita a tutti i livelli, a partire proprio da quella locale e regionale. E’ questo il servizio pubblico che intendiamo”.
A dirlo sono Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente   capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, dopo che la tivù di stato ha deciso di tagliare le edizioni regionali dei tg notturni. “E’ assurdo e francamente stupido”, affermano i due esponenti del Pdl. “Ricordiamo a mamma Rai che è un servizio pubblico pagato profumatamente dai cittadini, molti dei quali stufi di programmi vuoti e privi di spessore”.
“Ci chiediamo perchè non vengano tagliati certi reality anzichè andare a toccare quei programmi che parlano di tematiche legate alla quotidianità, dalla cronaca alla politica”, proseguono Bond e Cortelazzo. “Quella della Rai è una decisione che non possiamo condividere anche in nome di un principio basilare come quello del pluralismo dell’informazione”.
A questo punto Bond rilancia: “Sbaglio o negli anni Ottanta Rai3 era nata come rete da dedicare quasi intermanete alla programmazione regionale? Cosa che poi è stata fatta solo in parte. Riprendiamo quell’idea originaria e sviluppiamola”.
“Limitare l’informazione locale va contro tutti gli ideali e le idee maturate in politica come quella del federalismo. A questo punto ci chiediamo davvero che senso abbia pagare il canone. La Rai, con questa scelta, legittima i cittadini a non farlo”, concludono Bond e Cortelazzo.

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