Sembra che i cittadini di Castellavazzo, paese del sindaco Franco Roccon, non siano stati molto obbedienti rispetto ai consigli resi noti dal CDA di GSP, CDA guidato dal Presidente Roccon stesso, sul voto referendario dell’acqua.
Consigli che, tra l’altro, sembrava violassero la legge sulla par condicio, ma questa è un’altra faccenda.
Gsp consigliava di votare SÌ sul primo quesito (“Modalita’ di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali”) e di non ritirare la scheda del secondo (“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”).
Se si analizzano i risultati si scopre che: Castellavazzo affluenza sul primo quesito: 65,03%. Affluenza sul secondo quesito: 65,03%. Fra le più alte della provincia, tra parentesi. Ma i cittadini, che hanno ritirato entrambe le schede, avranno ascoltato Roccon e avranno quindi votato NO sul secondo? Vediamo. Primo quesito SÌ 96,66 NO 3,34%. Secondo quesito SÌ 96,67% NO 3,33%. Addirittura.
A livello provinciale l’affluenza al primo quesito è stata del 57,93% mentre sul secondo si è assestata al 57,89%. Con la differenza di 64 voti su circa 98500. Il minor numero di voti dati al secondo quesito rispetto a quelli dati al primo sembra ininfluente e talvolta, in certi comuni, i cittadini hanno perfino votato di più la seconda che la prima scheda.
Forse l’autorevolezza politica di GSP è in fase calante dopo l’annuncio di un necessario rincaro della tariffa da parte dell’ATO (+5% annui per 20 anni), necessario per coprire gli errori di calcolo fatti da GSP sul consumo di metri cubi di acqua.
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