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giovedì, Dicembre 3, 2020
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Il presidente del consiglio provinciale Stefano Ghezze risponde a Siro Bigontina

Stefano Ghezze,  presidente Consiglio provinciale di Belluno, risponde a Siro Bigontina, coordinatore del movimento referendario dei ladini del Sella, che aveva chiesto per i Comuni di Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo, analoghe attenzioni a quelle dimostrate per i referendari che vogliono annettere l’intera provincia di Belluno al Trentino Alto Adige.  “L’art 132 comma II della costituzione – scrive Ghezze nella nota di risposta a Bigontina –  sancisce con la formulazione introdotta dal legislatore costituzionale del 2001 che “si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra”. Pertanto sia ai Comuni che alla Province è data la possibilità di richiedere l’indizione di un referendum per il distacco del territorio dalla Regione di appartenenza e l’annessione ad altra Regione confinante. Sicuramente le motivazioni che hanno spinto il Comitato referendario per la riunificazione della Ladinia del Sella a chiedere ai rispettivi Comuni di appartenenza l’indizione del referendum per l’annessione al Trentino Alto Adige sono forti, riconducibili ad eventi storici, territoriali e culturali. Ciò premesso è bene sottolineare che le ragioni che supportano le 17.500 firme presentata dal Comitato promotore sono altrettanto forti in quanto riflettono le molteplici esigenze della popolazione Bellunese che vorrebbe veder riconosciuti al territorio tutti quei diritti che attualmente sono riconosciuti alle Regioni a statuto speciale.  Quanto deliberato in sede di Consiglio è chiaro e lineare così come chiaro è il quesito attualmente al vaglio della Commissione istituita presso la Corte di Cassazione: “Volete che il territorio della Provincia di Belluno sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Trentino-Alto Adige?”. Nessun pasticcio, dunque, e nessuna confusione. È stato applicato quanto sancito dalla normativa Costituzionale e dalla relativa legge di attuazione. Non deve stupire dunque il fatto che la Provincia, quale ente promotore, si stia impegnando affinché le istanze dei cittadini dell’intera Provincia vengano ricondotte alla procedura identificata nel referendum ex art 132 comma II della Costituzione.  In merito alla richiesta rivolta al Consiglio provinciale di impegnarsi nei confronti dei comuni di Cortina d’Ampezzo, Colle Santa Lucia Livinallongo del Col di Lana è da sottolineare che la normativa prevede che, sull’esito del referendum, si debba esprimerne il Parlamento sentiti i Consigli Regionali di riferimento. La provincia quindi non ha alcuna competenza tecnica in materia potendosi, esprimerne sull’oggetto in questione, solo con deliberazioni di carattere politico.  Mi permetta, in conclusione, un invito che – alla luce di quanto da Lei dichiarato – appare da parte mia più che mai doveroso, sia come uomo sia come massimo rappresentante di un organo eletto democraticamente dall’intera comunità della provincia di Belluno. Il Consiglio provinciale di Palazzo Piloni, che mi fregio di rappresentare, non combina “pasticci”, come Lei sostiene, ma opera – con il massimo impegno – nell’interesse esclusivo dell’intera popolazione bellunese e nel pieno rispetto delle leggi. Credo quindi – conclude il presidente Ghezze –  che il Consiglio provinciale meriti il rispetto che lo stesso organo riserva a tutti i cittadini di questa nostra terra, inclusi i referendari di cui Lei è portavoce”.

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