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venerdì, Giugno 18, 2021
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Il Pd di Seren sulla questione dell’acqua pubblica: “Facciamo chiarezza sulla gestione della società GSP.”

Il Circolo del Partito Democratico di Feltre – Seren del Grappa ha letto con il più vivo stupore quanto riportato dal Corriere delle Alpi, nel suo articolo del 25 giugno scorso, a proposito delle difficoltà di finanziamento di G.S.P. (Gestione Servizi Pubblici), società operativa del B.I.M. a cui è affidata la gestione dell’acqua nella Provincia di Belluno. Il Presidente Franco Roccon, accompagnato da Sandro De Marchi e sostenuto dall’Assessore provinciale Bruno Zanolla, ha infatti lanciato l’allarme sulla tenuta dei conti della società, a suo dire compromessi dall’iniziativa del referendum “Acqua Bene Comune” che prevede, nel terzo quesito, l’abolizione della “remunerazione” della gestione, impedendo così di trarre profitti da questo bene pubblico. Secondo loro anche solo la raccolta delle firme, di questo infatti per ora si tratta, comporterebbe “il blocco dei prestiti da parte delle banche con il conseguenteblocco dei lavori e l’aumento della tariffa idrica”.
Troviamo sinceramente difficile poter credere che il sistema bancario tolga improvvisamente i finanziamenti ad una società che opera in un settore protetto, dove il regolare flusso delle bollette pagate dai bellunesi offre una stabile garanzia. Se si trattasse degli amministratori di una società privata sarebbe opportuno riflettere sulla conferma dei loro incarichi: vorremmo infatti vedere chi mette in piazza o meglio sul giornale, le difficoltà nel reperimento del credito della propria impresa.
Ma questi non sono i semplici amministratori di una qualsiasi società pubblica, bensì i rappresentanti del blocco politico che ora governa la Provincia e la grande maggioranza dei Comuni, controllando così tutta la catena di potere in cui è coinvolta la galassia delle società del B.I.M. Perché dunque lanciare un tale allarme e accusare quanti conducono una battaglia di principio sull’acqua di voler bloccare gli investimenti nel settore strategico dell’acqua? Vediamo di provare a fare un po’ di chiarezza.
1) A nostro parere anche se il terzo quesito del referendum fosse approvato la capacità di G.S.P. di intervenire sul territorio resterebbe intatta, gli acquedotti e le tubazioni non sono infatti “remunerazioni”, ma “investimenti” ed anche ora la società ha l’obbligo di reinvestire gli utili di impresa nelle nostre vallate. Se invece si vuole continuare a gestire in santa pace le “remunerazioni” una prima novità si è già segnalata, in seguito all’entrata in vigore dell’ultima finanziaria, con la sparizione del logo di G.S.P. tra gli sponsor di un noto sito di informazione on line della Provincia di Belluno. Tenuto conto dell’evidente orientamento politico di questo organo di informazione sarebbe interessante sapere se questa sponsorizzazione avveniva, per esempio, in conto “investimenti” o piuttosto “remunerazione”.
2) Il sistema bancario potrebbe chiudere le linee di credito ad una società importante come G.S.P. solo in presenza di un grave dissesto e, non essendo questo il caso, almeno a quanto si conosce, l’unico altro motivo plausibile potrebbe essere l’obbligo, previsto dall’art. n°23 della Legge n°133 del 2008, del divieto di affidamento diretto (in house) dei servizi pubblici svolti da G.P.S. La società si troverebbe così costretta a competere con altri, alla scadenza prevista del 31 dicembre 2010, per ottenere l’affidamento della
gestione dell’acqua da cui proviene la maggior parte dei suoi ricavi.

Questo è sicuramente un fatto di cui una banca deve tenere conto nell’erogare un finanziamento di lunga durata, anche perché è difficile immaginare che G.S.P. , da sempre operativa solo nella nostra Provincia, abbia le capacità e la forza di andare a cercare i suoi utili in altre parti d’Italia o all’estero. Anche in questo caso si tratta di una condizione imposta da una Legge fatta dal Governo in carica, proprio quella che i referendari vogliono modificare, e dunque perché prendersela proprio con loro?
3) L’unico risposta plausibile è che l’iniziativa referendaria, che ha avuto forte seguito tra la popolazione e i Comuni, abbia finalmente contribuito a concentrare l’attenzione sulla gestione dell’acqua nella nostra Provincia e sull’attività della galassia B.I.M. che crediamo non riscuota, nonostante il diluvio di sponsorizzazioni di ogni tipo, proprio un unanime consenso tra i cittadini. Le recenti elezioni provinciali hanno inoltre, reso evidente un intreccio di potere e competenze che genera un conflitto di interessi, attorno ad un servizio pubblico strategico per i nostri territori, dalle conseguenze potenzialmente incontrollabili.
A nostro parere gli amministratori di G.P.S. e l’Assessore Zanolla, non a caso presidente di un’altra società B.I.M., non dovrebbero preoccuparsi delle firme dei referendari, ma piuttosto dell’insofferenza delle nostre popolazioni verso un servizio pagato a caro prezzo e sempre più scadente. Facciano un sondaggio, di quelli che vanno ora di moda, per sapere se i cittadini di Feltre preferiscono il sistema attuale o se invece vorrebbero ritornare al vecchio Ufficio Acquedotto del Comune. Proviamo tutti insieme a chiedere un parere all’Unione Europea o all’Autorità sulla concorrenza per sapere se va tutto bene nel nostro particolare intreccio Provincia – Comuni – B.I.M. , in modo tale da essere tutti più tranquilli mentre si avvicinano le prossime scadenze. Ma noi non vogliamo certo il collasso del sistema B.I.M., che non servirebbe a nessuno se non di lezione per pochi, ma quanto chiediamo è invece un deciso e rapido cambio di rotta nella gestione di tutti i servizi svolti da G.S.P. e dalle altre società, che debbono corrispondere in pieno ai criteri di autogoverno della montagna, da sempre sostenuti dal Partito Democratico ed in particolare dal Circolo di Feltre – Seren del Grappa. La sopravvivenza di un sistema di gestione dei servizi a livello provinciale è infatti, un elemento strategico per la costruzione della nostra autonomia, ma questa struttura deve essere veramente al servizio, in modo competente e trasparente, di tutto il territorio e con un occhio di riguardo verso quello più disagiato. Questa è la sfida a cui tutti dobbiamo subito rispondere, avendo però ben presente che cercare di prevaricare o di esercitare un potere non condiviso comporta il rischio di perdere l’intera partita.
Partito Democratico
Circolo di Feltre – Seren del Grappa

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