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La Donazzan chiede spiegazioni al preside dell’Iti Cavaliero sui crediti formativi del 25 aprile. “E per il 4 novembre e il 10 febbraio?”

Itis "G.Segato" di Belluno
Itis

I fantasmi del passato ritornano, conditi dalle ideologie e dalla politica di oggi. “Non avendo avuto notizia di analogo metodo seguito per altre date fondamentali, mi domando se in  occasione delle passate ricorrenze del “4 novembre”, del “10 febbraio” l’Istituto Segato abbia riconosciuto i medesimi crediti formativi, posto che ritengo il coinvolgimento dei nostri giovani alla vita civica della nostra nazione un fatto importante ai fini educativi  e della formazione di una coscienza critica”.

Gerardo Cavaliero
Gerardo Cavaliero

E’ quanto ha richiesto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan,  in una missiva inviata questa mattina a Gerardo Cavaliero,  preside dell’Istituto tecnico industriale “G.Segato” di Belluno, in  merito alla decisione dello stesso preside di concedere crediti formativi agli studenti in cambio della partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile. Tradotto: caro preside, il 25 aprile è troppo di sinistra, perché non ha inserito il 4 novembre, il 10 febbraio o il 2 giugno? Prosegue la Donazzan, “Vorrei essere messa a conoscenza delle analoghe iniziative tenute dall’Istituto Segato e del metodo di valutazione utilizzato per raggiungere tale decisione con la classe docente, al fine di proporre la medesima alle altre scuole del Veneto”. “Non ho alcun dubbio – aggiunge l’assessore regionale – che per le altre ricorrenze nazionali, come quella del “2 giugno”, sia ritenuto doveroso, responsabile e giusto utilizzare lo strumento dei crediti formativi quale stimolo per gli studenti a partecipare attivamente alle celebrazioni fondanti la nostra stessa appartenenza ad una Comunità nazionale e ad una Patria che, proprio attraverso l’educazione e la formazione all’interno del mondo della scuola deve trovare coscienza comune”. Ma l’assessore Donazzan ha mai dato un’occhiata all’età media dei partecipanti a questo tipo di ricorrenze? E allora, assessore Donazzan, se un preside un anno prevede dei crediti formativi per favorire la partecipazione dei ragazzi ad una celebrazione, è  il caso di riempire carte bollate per eccepire chissà quali vizi di forma o di metodo?

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