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lunedì, Settembre 28, 2020
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La più bella pista ciclabile del mondo inaugurata in Cadore dal presidente Galan

E’ in Cadore, nel Veneto, la più bella pista ciclabile del mondo. Si chiama “Lunga Via delle Dolomiti” e si snoda per oltre 50 chilometri lungo la Valle del Boite, da Cortina d’Ampezzo a Calalzo, costeggiando le Tofane, il Pelmo “Caregon del Padre Eterno”, l’Antelao e alcuni dei più suggestivi scorci nel cuore di montagne dichiarate patrimonio ambientale dell’umanità. La pista è stata inaugurata oggi a Vodo di Cadore dal presidente della Regione Giancarlo Galan, al cui fianco c’erano l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, l’assessore Oscar De Bona, il vicepresidente della Provincia di Belluno Giovanni Piccoli, il consigliere regionale Dario Bond, il coordinatore per il Veneto ed il Trentino della Federazione amici della bicicletta Luciano Renier. “E’ un’opera di serie A e di valore europeo e mondiale – ha sottolineato Galan – realizzata grazie alla condivisione e all’impegno delle Comunità locali e della Regione del Veneto, nell’interesse delle Dolomiti, di chi ci abita e di chi viene a godersi queste nostre straordinarie montagne. E’ una pista ciclabile che ha un fascino assoluto, un invito a percorrere il Veneto in maniera diversa, un segno concreto della nostra volontà di costruire, per questi territori, un futuro migliore superando la penalizzazione che proviene soprattutto da norme ancora diseguali e in attesa di un federalismo fiscale che si faccia concretezza, uscendo dal limbo di principi troppo a lungo solo enunciati”. “Ed è anche una pista facile – ha commentato un Galan un po’ affannato dopo averla percorsa in bicicletta per circa 10 chilometri assieme a Chisso e ai soci della FIAB da Vodo a Valle di Cadore – perché se ce l’ho fatta io, che non sono abituato alle due ruote, ce la  può fare davvero chiunque”. A Valle il Presidente della Regione ha inaugurato un centro polivalente, realizzato con finanziamento regionale accanto al tracciato ciclabile, che fungerà da punto d’incontro, sala riunioni, spazio per mostre e manifestazioni.
La Lunga Via delle Dolomiti non è però un elemento a sé stante, perché rientra in una rete cicloturistica ed escursionistica che già ora può contare su 400 km protetti e che arriverà a mille km, collegando il Veneto con l’Europa e le Regioni vicine. La stessa Lunga Via sarà un tratto di un collegamento per gli amanti delle due ruote che da Klagenfurt potrà arrivare a Venezia. Ora si tratta di andare avanti, ad esempio attrezzando i treni per portare i ciclisti con le loro bici a Calalzo: non è mancato in proposito un invito di Galan a Chisso perché solleciti opportunamente le Ferrovie dello Stato e il loro amministratore delegato Mario Moretti. “E in ogni caso il bellunese e il Cadore – ha aggiunto Galan – hanno bisogno di strade e di rotaie. Noi continuiamo a lavorare per questo, tenuto conto che il Veneto è l’unica regione italiana dell’arco alpino che non abbia uno sbocco a Nord all’altezza della sua realtà”.

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