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Guido Trento candidato del Partito Democratico alle elezioni europee

Guido Trento
Guido Trento

Il consigliere regionale Guido Trento è il candidato bellunese del Partito Democratico alle prossime elezioni europee. La decisione è stata concordata ieri a livello regionale con la segreteria provinciale del Pd, dopo un giro di consultazioni nei circoli cittadini, che si sono dichiarati d’accordo con questa indicazione. Per il Pd le motivazioni della candidatura di Guido Trento al Parlamento europeo vanno ricercate “oltre alla sua preparazione e alla sua risolutezza, nella determinazione nel portare all’attenzione regionale e nazionale quelli che sono i problemi del territorio bellunese”. Trento inoltre è indicato come il miglior candidato possibile, non solo per il Bellunese, ma anche per rappresentare in seno al Parlamento Europeo le istanze dell’intero Arco alpino, ripronendo con forza il rilancio delle politiche a favore della montagna, un’istanza di cui il Pd si è dichiaratamente fatto carico lo scorso febbraio a Sestola, dove è stato sottoscritto tra gli amministratori del partito unb documento che tratta un complesso di riforme che punta a risolvere alcune questioni fondamentali:
1) L’approvazione di una legge quadro nazionale  che definisca le            caratteristiche fondamentali per la classificazione dei territori montani. Tale classificazione oltre a parametri fisici quali l’altitudine e la pendenza dovrà tenere conto di quelli socio-economici (densità demografica, dinamica demografica, indice di vecchiaia, reddito pro capite, capacità fiscale ecc ). L’approvazione di una legge quadro nazionale è propedeutica alla perequazione verticale;  competerà successivamente alle regioni eventualmente dettagliare i criteri per la classificazione   dei rispettivi territori ;
2) L’applicazione ed il rispetto degli standard quali-quantitativi omogenei per tutti i servizi anche per le zone montane: la montagna ha bisogno del potenziamento e della modernizzazione nell’erogazione dei servizi quale condizione per la sopravvivenza delle attività presenti e per l’insediamento di nuove imprese;
3) Il riconoscimento ai Comuni montani di un’adeguata perequazione a compensazione della minore capacità fiscale e dei maggiori costi per la gestione dei servizi. Tale perequazione trova ampia copertura nelle risorse naturali che la montagna mette a disposizione dell’intera collettività.
4)  L’attivazione di misure volte al riconoscimento alle imprese che operano in montagna di forme di vantaggio fiscale o altre misure equipollenti al fine di neutralizzare i maggiori costi che debbono sostenere;
5) La valorizzazione del patrimonio forestale teso al miglioramento ambientale, alla sua conversione a fini produttivi e l’avvio di concrete sperimentazioni per la gestione forestale atta a migliorare l’assorbimento del carbonio atmosferico
6) Lo sviluppo della ricerca per ottimizzare la gestione del  patrimonio forestale al fine di accrescere la sua capacità di cattura della Co2 ed offrire così la possibilità della compensazione di prossimità per quelle aziende tenute a rispettare i parametri fissati dal Protocollo di Kyoto per le emissioni in atmosfera. Ciò consentirebbe di intercettare risorse economiche  che altrimenti, per colmare i debiti di Co2, vengono destinate ad interventi forestali in altri paesi del mondo.
7)  L’avvio di programmi di sviluppo delle fonti da energie rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare, termico e fotovoltaico) assicurando la compartecipazione agli introiti da parte degli enti locali montani. Tali fonti di energia rappresentano un’opportunità strategica per la nostra montagna e per l’intera collettività
8) La salvaguardia e la valorizzazione dell’agricoltura in montagna quale importante attività economica in grado di offrire sul mercato  un ricco paniere di prodotti tipici di alta qualità; va  inoltre riconosciuto e come tale indennizzata  alle aziende agricole che operano in montagna  la funzione  imprescindibile di salvaguardia ambientale ed idrogeologica.  Occorre altresì incentivare ed assecondare la diversificazione e la polifunzionalità  dell’impresa agricola favorendo lo  sviluppo di forme compatibili di turismo e di commercio.
9) L’accessibilità rimane un elemento fondamentale per chi risiede nei territori montani.    Lo sviluppo e l’ammodernamento delle infrastrutture quali la  viabilità ed il superamento del digital divide attraverso l’accesso    alla banda larga su tutto il territorio  sono aspetti di prioritaria   importanza.
10) Il rafforzamento della coesione e della rappresentanza  territoriale esercitata dalle Comunità Montane – Unioni Montane dei Comuni dove queste assumono il fondamentale compito di Agenzie di sviluppo del territorio ed al tempo stesso svolgono in modo associato le funzioni  proprie dei Comuni.

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