La cattedrale di Belluno era gremita ieri pomeriggio per la cerimonia funebre di Dario De Felip pilota dell’Inaer, Fabrizio Spaziani medico del Suem 118 e direttore Scuola sanitaria Cnsas, Marco Zago tecnico aeronatico dell’Inaer e del Soccorso alpino e Stefano Da Forno tecnico di elisoccorso e direttore della Scuola regionale del Soccorso alpino, precipitati con l’elicottero nel corso di un’operazione di ricognizione di una frana a Rio Gere sabato scorso. E anche da palazzo Piloni, sede della Provincia, lungo tutta piazza Duomo, fino al Palazzo delle Poste, la gente si è accalcata per rendere omaggio alle salme di coloro che, per professione, avevano scelto di mettere costantemente a repentaglio la loro vita per salvare quella del prossimo. I canti da montagna del coro Cai di Belluno sono stati la preghiera che ha accompagnato la cerimonia funebre ufficiata da monsignor Giuseppe Andrich, vescovo di Belluno e Feltre. Che è iniziata con il messaggio di cordoglio del Pontefice seguito da quello del primario del Suem Angelo Costa, quest’ultimo invitava ad “un silenzio di ascolto e di preghiera”, chiedendo di non fare degli applausi. Ma l’ingresso in Cattedrale dei quattro feretri uguali in legno molto semplice, quasi a voler rappresentare i valori dell’essere non già il mero apparire, era già stato accolto dall’applauso. Come avvien
e oramai frequentemente in queste circostanze. Il silenzio “che unisce l’animo di ognuno in questi momenti”, è stato anche il tema dell’omelia funebre. Tuttavia, anche all’uscita dei feretri, si è ripetuto l’applauso della folla dominato dal rombo, diventato in quel momento struggente, dell’elicottero del Suem 118 che ha sorvolato il Duomo per dare l’ultimo saluto agli amici e colleghi.
