Le aziende del settore ICT di Confartigianato Belluno sono basite dalle scelte del Governo inserite nella Legge di Stabilità attualmente all’esame del Senato. L’art. 29, infatti, prevede il dimezzamento della spesa pubblica in informatica. Dal testo definitivo della manovra, attualmente al Senato, sembra emergere che la spending review messa in campo dal Governo debba passare, anche, attraverso il drastico calo delle spese sostenute dalla pubblica amministrazione per “gli acquisti di beni e servizi in materia informatica”: computer, software oltre che servizi di connettività e traffico dati.
“Tutto ci saremmo aspettati – afferma Andrea Talamini, referente del settore Digitale di Confartigianato Belluno – ma non un taglio del 50% della spesa informatica da un Governo che ha il Presidente più ‘social’ di tutti i tempi “.
“Da quello che si capisce – chiarisce Andrea Talamini – sembra si voglia ottenere un risparmio razionalizzando gli acquisti e accentrandoli. Il che non sarebbe neanche sbagliato, dal punto di vista teorico. Ma a preoccuparci è il come ciò avverrà”. “Noi temiamo – aggiunge Talamini – che i funzionari della PA procedano ad un classico taglio lineare del 50%, impossibilitati ad attuare una vera razionalizzazione, visto che la spesa informatica è davvero molto frammentata a tal punto che non si riesce nemmeno a capire quanto in realtà la PA spenda”.
A lasciar perplessi è proprio la tempistica. Da un lato il Governo spinge per gli investimenti nella digitalizzazione dei servizi ai cittadini, e pensa all’Agenda digitale, dall’altro va a tagliare la spesa dell’informatizzazione. Il gap digitale che separa l’Italia dall’Europa è notevole. Una simile scelta affosserebbe ancor più il nostro Paese.
“Ci auguriamo che si sia trattato di una svista o di un incidente di percorso destinato a sparire dalla Legge di Stabilità che verrà licenziata dal Parlamento – è l’auspicio di Talamini e delle aziende che rappresenta – e non solo perché rischia di stoppare sul nascere crescita e sviluppo dell’occupazione, di cui il digitale è il motore principale, ma anche perché tagliare la spesa nelle nuove tecnologie significa tagliare proprio lo strumento principale per operare una spending review strutturale e mettere in efficienza la PA, con tutti i benefici di cui proprio in queste ore si sta parlando, come per la trasparenza e il contrasto all’evasione fiscale”.
