
“Il dissesto idrogeologico deve entrare a pieno titolo nella programmazione dell’Odi. E’ una questione di priorità. Per questo il sindaco di Feltre fa bene a porre la questione, mi auguro che altri suoi colleghi lo seguano su questa strada”.
A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli dopo aver letto dell’idea avanzata dal sindaco di Feltre Paolo Perenzin nel corso di un incontro a Mugnai, frazione che da sempre deve fare i conti con gravi problematiche di dissesto idrogeologico.
“In tempi di vacche magre per i nostri comuni, occorre sfruttare al meglio gli strumenti che già ci sono e il Fondo Odi è uno dei pochi in circolazione con risorse certe e liquide”, rimarca il senatore di Forza Italia. “E’ inutile finanziare progetti transfrontalieri sullo sviluppo turistico, se non si possono garantire condizioni minime di sicurezza per chi vive quelle zone. E’ lo stesso ragionamento che mi aveva spinto a presentare un emendamento alla legge di stabilità con cui si chiedeva di destinare annualmente una parte del Fondo Odi alla realizzazione del tunnel di Coltrondo in Comelico. L’accessibilità alle valli arriva prima di qualsiasi altro progetto in Comelico come altrove. Inutile ideare dei percorsi ciclabili o grande strategie di comunicazione se le strade di collegamento franano o intere aree sono soggetti ad allagamenti”.
“Mi auguro che la suggestione del sindaco di Feltre diventi proposta concreta, allo stesso tempo mi auguro che i vertici del nuovo organismo di coordinamento del Fondo si misurino con le reali criticità del territorio e non con casi di scuola”.
“Il vantaggio competitivo dei nostri vicini autonomi sta soprattutto nell’aver messo in sicurezza il proprio territorio e poi di averlo valorizzato. La prima è la base dell’altra; per questo – a seguito di un’annata difficile che ha messo in rilievo tutte le pecche del territorio bellunese – dobbiamo intervenire con senso pratico. Gli stessi trentini e bolzanini – che continuano a dettare legge anche all’interno del Fondo – si mettano una mano sulla coscienza. I progetti transfrontalieri sono importanti, per carità, ma prima occorre ridurre il gap di sicurezza idrogeologico e infrastrutturale tra i due territori”, conclude Piccoli.
