Seguendo le tracce degli antichi percorsi, scambi commerciali e culturali tra le popolazioni alpagote e slovene dell’età del ferro (VII – V sec. a.C.) con la prospettiva di intessere nuovi rapporti e collaborazioni anche mediante i finanziamenti europei 2014-2020 ”. E’ sicuramente questo il significato più appropriato e che meglio illustra l’incontro del 15 maggio scorso tra una delegazione slovena e quella del comune di Pieve d’Alpago. La rappresentanza proveniente dal comune Tolmino era capeggiata dal sindaco e composta di un archeologo e un urbanista mentre quella alpagota aveva alla testa il sindaco e presidente dell’Unione montana Umberto Soccal, ne facevano parte gli assessori Giuseppe Pellegrinotti e Chiara Fistarol con la partecipazione del presidente del Gal (Gruppo Azione Locale) Prealpi e Dolomiti Alberto Peterle, il presidente della FAAV (Federazione delle associazioni archeologiche venete) e una rappresentanza del Circolo Amici del Museo dell’Alpago. I graditi ospiti hanno potuto apprezzare in una giornata splendida– grazie alla guida dell’assessore Pellegrinotti -degli scenari d’incomparabile fascino, bellezza e unicità della conca dal Rifugio Dolada luogo di partenza del volo libero ( la scuola di questo sport, che porta il nome Dolada, è una delle prime nate in Italia). Quindi la corona di monti ancora innevati, l’intenso verde dei boschi, il grappolo di paesi e frazioni disseminate lungo le pendici della vallata nel cui fondo scorre il torrente Tesa che finisce la sua corsa nel lago di S. Croce. Altra mirabile perla osservata sia dall’altitudine del monte Dolada sia lungo tutto il suo periplo. In seguito nella sede del centro culturale “Placido Fabris”, il presidente del Circolo Amici del Museo, di fronte agli ospiti, autorità e appassionati, ha passato in rassegna, con l’ausilio d’immagini, i corredi funebri della necropoli di Pian de la Gnela. Si tratta di ricchi e importanti reperti che, con le loro somiglianze e affinità con quelle di S. Lucia di Tolmino, Vace e Brizje, tutti centri sloveni, sono il presupposto per esporre e valorizzare, mediante la realizzazione della sala espositiva in uno dei saloni del municipio di Pieve. Si possono ricordare; la situla bronzea ( VI-V sec. a.C.). Istoriata su tre registri, rappresenta cortei di personaggi con tipici costumi, copricapo che ci porta pure nei territori austriaci, nonché scene erotiche e la nascita di un bambino, che ne fa un unicum nell’ambito di questi contenitori, le perle vitree, le collane d’ambra, i braccialetti, e pendagli bronzei insieme a un notevole numero di preziose testimonianze che accompagnavano, nelle tombe a cremazione, i defunti di quella benestante comunità umana stanziata lungo le pendici del Dolada a poco meno di 1000 metri di altitudine. In altre parole, come hanno convenuto i partecipanti, si sono gettate le basi per una proficua collaborazione culturale e turistica.
Eugenio Padovan
