HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaL'assessore Maria Grazia Passuello risponde a Tib Teatro. E conferma la volontà...

L’assessore Maria Grazia Passuello risponde a Tib Teatro. E conferma la volontà di riprende la gestione del Teatro comunale azzerando la Fondazione Teatri delle Dolomiti

Si è svolta presso gli uffici di Tib Teatro una conferenza stampa che ha esplicitato un’analisi che nasce dalla lettura delle ultime dichiarazioni dell’Assessore Passuello agli organi di stampa.

Quali? Il 2011 si è chiuso con un’impressionante mole di rassegna stampa composta dalle polemiche riguardanti la gestione del Teatro Comunale di Belluno, – l’impressionante mole di polemiche è stata prodotta principalmente dal Tib, dagli Amici del Tib, dal Cat e da altri che hanno continuato a andare sulla stampa anziché affrontare le problematiche con gli organi competenti, facendo terrorismo con notizie spesso false e fuorvianti. In difesa degli interessi del Tib si è anche molto speso il vicesindaco leghista Colle e a volte anche il Sindaco. mentre le prospettive per il 2012 sono ancora molte incerte, si delinea un futuro non certo roseo, se avranno corso queste profetiche visioni. Il Tib Teatro, con lo scenario di una possibile chiusura e liquidazione della Fondazione Teatri delle Dolomiti, immagina la messa a punto di strategie da parte dell’Assessore volte ad affossare definitivamente il progetto della Residenza Teatrale, un modello gestionale innovativo ed economico, con progettualità rivolte in primo luogo al territorio, un progetto – peraltro già approvato dalla Giunta Comunale nel mese di aprile – che si fa garante dell’apertura del Teatro a tutte le Associazioni e per ogni attività, sviluppando al contempo nuove professionalità e aumentando i posti di lavoro. Nessuna delibera comunale ha mai approvato il progetto di residenza. I soci della Fondazione Teatri non hanno mai manifestato interesse a questo progetto.

PROFETICHE VISIONI quali scenari per il Teatro della nostra Città?
Fatti: il neo presidente Mario Neri nominato, con la mission di salvare la Fondazione Teatri delle Dolomiti (primo atto chiedere indietro le chiavi del Teatro al Tib) il Presidente Neri nominato il 3 ottobre chiede dopo ripetuti incontri e cortesi inviti la collaborazione del Tib al fine di gestire al meglio gli spettacoli in corso e gli impegni assunti dalla Fondazione stessa con altri soggetti in ottemperanza al contratto di custodato in essere fino al 6.11.11. Il Tib risponde con ostruzionismo e ricatto pretendendo la proroga del contratto scaduto a maggio e minacciando di non aprire il teatro per le iniziative legate al santo Patrono. La restituzione delle chiavi viene chiesta a seguito della scadenza del secondo contratto (quello di custodato) in quanto il Tib non ne aveva più alcun titolo.

si dimette improvvisamente, dopo che l’11 dicembre aveva partecipato all’incontro, indetto dall’Assessore Passuello, “collaborazione condivisa”, celebrando il suo “matrimonio” di intenti con l’Assessore e dichiarandosi per “spirito di servizio” pronto a onorare il suo mandato fino alle elezioni.

L’11.12 vengono convocate tutte le 10 associazioni che operano sul territorio e utilizzano il Teatro per concordare una politica culturale di comune intento, in una stretta sinergia tra Assessorato, Fondazione Teatri e associazioni cittadine. Nessun matrimonio, ma la convinta volontà di collaborare insieme a vantaggio della Città.

Stesse dichiarazioni ricorrono sulla stampa, fino al 30.12.2011, e dopo cinque giorni le dimissioni, 4.1.2012.

Le dimissioni di Mario Neri avvengono a seguito del clima di sfiducia espresso dal Comune di Feltre, dalla fuoriuscita di Cariverona, ventilata ma mai data per certa, nemmeno nelle dichiarazioni del suo rappresentante in Consiglio di Indirizzo nella riunione del 5 dicembre (vedi verbale)

Il VicePresidente Celeste Levis – che da mesi sedeva inopportunamente al suo posto, a rappresentare prima, una Provincia, che non metteva più un euro (e cioè 75.000 euro in meno per la Fondazione Teatri) e pretendeva di governare, poi una Provincia commissariata – si dimette improvvisamente anch’esso il 6.1.2012

Le tristi vicende della Provincia sono note a tutti. Nei consigli di Indirizzo la stessa è sempre stata rappresentata dal subcommissario Castelli o Di Stefano e le dimissioni di Levis non sono in discussione, ma per correttezza sono messe a disposizione.

La precedente fuoriuscita di Cariverona il 29 dicembre, minimizzata dall’Assessore, che spara incongrue cifre dichiarando che prima della Fondazione, il Teatro costava al Comune molto meno!!!

VERO. il costo della stagione teatrale organizzata dal Comune era di circa 300 milioni di lire cioè euro 150.000, esattamente la cifra che il Comune ha messo a disposizione per l’avvio della Fondazione Teatri con convenzione triennale.

Cosa bolle in pentola? Quali i nuovi disegni strategici dell’Assessore Passuello? Proviamo a immaginare: · Il Teatro deve ritornare al Comune

VERO. Il Comune come legittimo proprietario e come socio di una Fondazione non più in grado di garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni già prenotate, si assume l’onere.

· La Fondazione deve essere messa in liquidazione, ha contratto un debito di 300.000 euro, per cattiva gestione!!!
VERO. Il presidente Romanelli ha sottoscritto contratti con le associazioni per 108.000 euro senza avere la copertura in bilancio, ha firmato una proroga con Tib di 52.000 senza la ratifica del Consiglio di gestione, ha accumulato spese di creditori per circa 120.000 euro. Sulla liquidazione della Fondazione decideranno i soci, ad oggi non c’è un legale rappresentante e l’organo di gestione non può deliberare per mancanza di numero legale, o la Fondazione chiude o viene “congelata” per un anno, in attesa di un nuovo assetto societario.

· Bisogna dare un segno di forza prima delle prossime elezioni!
VERO. L’immobilismo è segno di debolezza. Il Comune propone un progetto di gestione per il teatro che garantisca la stagione in corso e ponga le basi per la prossima.

· Urge presentare il prossimo cartellone del Teatro prima delle elezioni, un cartellone a spese di chi? Ma certo c’è l’associazionismo locale!

VERO: In Città esistono associazioni che da anni propongono eventi culturali di qualità: il Circolo culturale bellunese da 60 anni propone concerti di musica classica, sinfonica e molto altro, il Circolo cultura e stampa da 34 anni propone la stagione di prosa e molto altro, Scoppio spettacoli da 17 anni propone musica leggera, ottimi artisti e cabaret, l’Orchestra Dolomiti Symphonia propone da 21 anni il concerto di san Martino, Bretelle Lasche, Nova Cantica ecc. ecc. tutti questi soggetti con scarse risorse e molta attitudine al volontariato, in regime di rischio d’impresa hanno garantito da anni la proposta culturale in Città e non solo. Rappresentano una ricchezza con cui collaborare. Anche il Tib rappresenta una ricchezza con cui collaborare come è stato fatto in questi anni, ma la differenza è che spettacoli e attività teatrale sono stati svolti con il totale sostegno dell’ente pubblico: Es. “Comincio dai tre” rassegna di teatro per l’infanzia, anni 2006-08 euro 180.000 per convenzione comunale, più la gratuità su spedizioni postali, affissioni, utilizzo suolo pubblico, utilizzo sale comunali e teatro, utilizzo mezzi e operai comunali, totale in 3 anni euro 220.000. Inoltre i bambini e i loro genitori hanno pagato un biglietto di circa 5 euro. Il costo di uno spettacolo per bambini si aggira mediamente intorno a 3-4 mila euro, 7-8 gli spettacoli per stagione. Nel 2009 il Comune, già in difficoltà finanziaria (sforamento del patto), eroga a Tib per “Comincio dai tre” un contributo di 30.000 euro, e nel 2010 euro 25.000. Per il festival teatrale “Filo d’Arianna” il Comune sostiene la convenzione triennale 2006-08 con 135.000 euro più i benefits di cui sopra, per un totale di 150.000 euro. In tutto 425.000 euro dati al Tib dal Comune. Scusate se è poco!!! Oggi tutto questo denaro non c’è più e non dipende da me. Chi ha avuto tanto, fatica ad abituarsi al poco. Amministrare con equità impone l’eliminazione dei privilegi e delle rendite di posizione, questo il Tib non l’accetta e mi accusa di un complotto nei suoi confronti.

· L’Assessore farà tutto lei, con un direttore di sua fiducia (ha già fatto e distrutto la Fondazione Teatri allontanando persino Cariverona) ora prova a distruggere il Comune! Va be’ manco mal! Ma è necessario sbaragliare gli avversari!!!

FALSO. Nessun avversario, come ho dimostrato il Tib è stato ampiamente sostenuto, sempre pubblicamente elogiato per il suo operato e sempre invitato al tavolo di concertazione. Ora vi è la necessità di scrivere una nuova pagina avvalendosi di una persona super partes che sappia ricondurre ciascuno al giusto ruolo.

Ma chi sono gli avversari? Il progetto di Residenza Teatrale, l’unico che ha saputo trasversalmente aggregare in città, e a livello nazionale, soggetti politici diversi da destra a sinistra, l’unica strada per apportare nuove risorse al territorio, garantire una gestione professionale del Teatro, con un ottimo rapporto costi benefici, obiettivo strategico anche dell’ex Ministro Galan che alle Giornate Professionali del Teatro Italiano ha giudicato l’Istituzione delle Residenze nei territori, risposta prioritaria, ottimale per l’Innovazione del Sistema Teatrale Italiano. Ma a Belluno no! Non è possibile, perché la professionalità, cioè il lavoro, deve essere offeso e perseguitato, come lo è stato il Tib in questi anni, dall’Assessore Passuello, che a dispetto delle diffuse buone pratiche teatrali nazionali, sa tutto e fa di tutto pur di far naufragare ciò che realmente potrà far fare un passo avanti al nostro Teatro sviluppando professionalità e occupazione, garantendo un Teatro gestito, sicuro e attrezzato per tutte le Associazioni che vorranno usufruirne. Un teatro aperto a tutti ma abitato da chi fa questo lavoro, un Teatro in cui tutti potranno sentirsi accolti, in condizioni di pari dignità. Insomma nella pentola dell’Assessore e dei suoi amici, prevediamo, stia ribollendo l’antico brodo intriso di personalismi e di livori, intento a far tornare il Teatro di Belluno ciò che i bellunesi ricordano essere stato, fino a trent’anni fa: una nicchia per pochi eletti, un luogo di generica offerta e cioè un contenitore vuoto. Noi che in Teatro lavoriamo, pensiamo invece che il Teatro debba essere bene comune, luogo aperto alla città, che accolga e sviluppi talenti e occupazione attraverso la produzione, luogo animato da pensiero e progettualità artistiche del e per il territorio. È il momento di percorrere idee che aggregano per il bene comune, perché di questo ha bisogno la cultura, e la nostra città non più di scontri giocati nelle sedi dei partiti!
A prescindere che le Residenze Teatrali non sono mai state riconosciute dal Ministero e non esiste alcuna norma che le disciplini o alla quale fare riferimento, si è voluto tuttavia condurre un’analisi anche su questa formula organizzativa denominata “residenza teatrale” che significa la permanenza di soggetti teatrali professionali in una struttura teatrale messa a disposizione generalmente da un Comune, regolata da una convenzione di varia durata temporale con l’intento di utilizzare e valorizzare spazi (teatri, auditorium, ecc.) che generalmente sono chiusi o utilizzati saltuariamente e vengono affidati ad uso esclusivo della compagnia teatrale. Inoltre le convenzioni di “residenze teatrali” sono sottoscritte previo bando pubblico dove possono partecipare tutte le compagnie i cui obiettivi vengono decisi dall’ente proprietario dello spazio. La Regione del Veneto non finanzia da tempo progetti di residenza e nel Veneto non esistono progetti di questo tipo. Nemmeno la Regione Lombardia finanzia le “residenze”, ma la Fondazione Cariplo attraverso il progetto Etre (2007-09) sostiene, o meglio ha sostenuto circa 20 compagnie emergenti Esperienze positive si annoverano in Toscana, Puglia e Piemonte, ma in tutti i casi i luoghi di “teatri abitati” sono teatri di secondo ordine, luoghi rimasti chiusi che necessitano di importanti interventi per la loro valorizzazione. Così anche in Calabria a Lamezia Terme l’avviso per la concessione in uso delle strutture teatrali “residenziali” è subordinato al finanziamento della Regione Calabria. E altri esempi si aggiungono alla lista per evidenziare che il progetto delle residenze risulta oggi difficilmente sostenibile dagli Enti pubblici. Quindi non solo il progetto di residenza richiede ingenti finanziamenti, ma in una Città come Belluno, in cui il Teatro Comunale risulta essere l’unico in tutta la Città e in tutto il vasto territorio provinciale, concedere ad un’unica compagnia la “residenza teatrale” costituisce un limite molto gravoso per la programmazione e l’organizzazione dell’attività artistica e culturale (concerti, opere, danza) legata alle proposte dei soggetti presenti sul territorio, che operano da molti anni in sintonia alle diverse esigenze della popolazione, riscuotendo da questa grande consenso. Infatti in nessun teatro cittadino italiano, simile al Teatro Comunale di Belluno, la cui attività di spettacolo è legata ai vari generi artistici, e non solo alla prosa, sono attive convenzioni relative a “Residenze Teatrali” e nessun Comune capoluogo di Provincia ha sottoscritto per il proprio teatro comunale (o sociale) questo tipo di convenzioni.

- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Il 15 maggio al via le iscrizioni per Transpelmo Sprint

Appuntamento per domenica 6 settembre, con gara su un tracciato di 8,5 chilometri e numero chiuso di partecipanti Val di Zoldo (Dolomiti Bellunesi), 12 maggio...