DOMOTEK REGGIO CALABRIA-BELLUNO VOLLEY 3-0
PARZIALI: 25-22, 25-19, 25-23.
DOMOTEK REGGIO CALABRIA: Zappoli 14, Presta 7, Saitta 3, Innocenzi 13, Laganà 14, Lazzaretto 4; De Santis (L), Spinello. N.e. Rigirozzo, Lopetrone (L), Motta, Ciaramita, Parrini. Allenatore: A. Polimeni.
BELLUNO VOLLEY: Marsili 1, Giannotti 11, Corrado 9, Berger 10, Mozzato 8, Basso 3; Hoffer (L), Pozzebon, Cengia, Loglisci 1. N.e. Marini da Costa, Bortoletto, Michielon, Tosatto (L). Allenatore: V. Mastrangelo.
ARBITRI: Marco Pagliazzini di Roma e Mariano Gasparro di Agropoli.
NOTE. Durata set: 33′, 28′, 30′; totale: 1h31′. Reggio Calabria: battute sbagliate 16, vincenti 2, muri 11. Belluno: b.s. 16, v. 2, m. 10.
È lo stesso epilogo dello scorso anno: il Belluno Volley vede sfumare la promozione in A2 nell’ultima e decisiva sfida stagionale. Contro una squadra che aveva già alzato due trofei: Coppa Italia e Supercoppa. Ed è espressione di una città di mare: Sorrento dodici mesi fa, Reggio Calabria oggi. È proprio la Domotek a prendere l’ascensore e a salire di categoria, dopo il successo in una gara 3 di finale playoff che gli amaranto, spinti dagli oltre settemila tifosi del PalaCalafore, hanno avuto il merito di chiudere in tre set. Ai rinoceronti resta l’inevitabile rammarico per l’obiettivo sfuggito di un soffio, ma anche l’orgoglio per il percorso condotto e per aver alimentato l’interesse, la passione e l’amore verso il mondo delle schiacciate, in una città – o meglio, in un territorio – che ha fame di grande pallavolo. Ed è pronta a ripartire con rinnovato entusiasmo.
Passando alla cronaca, è un parziale di 4-0 degli amaranto, a metà del primo set, a spezzare l’equilibrio iniziale. E a proiettare a +5 i padroni di casa, trascinati da uno Zappoli particolarmente incisivo a muro (16-11). I rinoceronti, però, non mollano: pungono al servizio con Berger (ace del 17-14) e fanno sentire il fiato sul collo alla Domotek, in virtù di due contrattacchi in sequenza di Corrado: 18-17. La posta in palio è altissima. Ed è inevitabile che serpeggi anche un pizzico di tensione e di nervosismo, pur in un clima di assoluto fairplay. Lungo il rettilineo verso il traguardo, invece, è Presta a innestare le marce alte e a timbrare i punti numero 24 e 25: quelli decisivi.
Il Belluno Volley accusa il colpo. E, nel secondo round, si ritrova subito a inseguire: 4-0, sancito da un “Monster Block” di Laganà. A muro, la Domotek continua a fare la differenza, anche perché i biancoblù faticano a trovare ritmo e continuità in attacco: così Innocenzi, sotto rete, rispedisce nella metà campo dolomitica il pallone del 17-11, mentre l’ex di turno, Zappoli, impacchetta il massimo vantaggio di 8 lunghezze. In definitiva, è un parziale con una sola padrona: Reggio Calabria.
Il PalaCalafiore continua a ruggire. Ed è realmente il settimo uomo in campo per la Domotek, che prende il comando delle operazioni pure nel terzo round. Grazie a un Innocenzi dominante al centro: sul 13-8, il muro bellunese (quello di Basso vale il -3, quello di Berger il -2) prova a riscrivere la storia. Ma Laganà è un uomo in missione e ridà ai suoi un margine consistente (22-18), anche se non definitivo. Perché i biancoblù annullano un match ball e fissano il 24-23 a tabellone. L’ultima parola, però, spetta ancora a Laganà. La festa è tutta degli amaranto.
«C’è tanta delusione – è il commento, a caldo, di coach Mastrangelo – perché non abbiamo offerto la prova che volevamo. Abbiamo preparato la gara esattamente come le altre, ma non siamo riusciti a esprimerci al meglio. In generale, sono contento del lavoro svolto in questa annata: è mancata solo la ciliegina. Ringrazio tutti: il presidente, la società, il direttore sportivo, Alessandro Carniel, il primo ad avermi voluto. E, in generale, le persone che mi sono state vicine e mi hanno fatto sentire a casa».
