Copenaghen, 03/04/2026 – Sono nata e cresciuta a Belluno e oggi vivo e lavoro a Copenaghen come architetto urbano presso Gehl. Questo significa guardare la mia città con uno sguardo duplice: quello affettivo di chi la conosce da sempre e quello professionale di chi ogni giorno lavora su progetti di strade, piazze e quartieri in contesti internazionali e in continuo mutamento.
La donazione destinata alla riqualificazione di Via Feltre rappresenta una possibilità rara. Non si tratta semplicemente di rifare una strada, ma di ridefinire uno degli accessi principali al centro storico e, in un certo senso, di decidere che tipo di città Belluno vuole essere nei prossimi anni.
Quello che colpisce nel progetto attuale è che la strada viene ancora interpretata soprattutto come infrastruttura per il traffico, mentre oggi in molte città europee si parte da un principio diverso: la strada è prima di tutto uno spazio pubblico. Non significa eliminare le auto, ma ridisegnare le priorità.
Se penso a come potrebbe essere Via Feltre, la immagino come una strada più semplice ma anche più equilibrata. Una carreggiata leggermente ridotta, che naturalmente rallenti il traffico senza bisogno di interventi invasivi; marciapiedi continui e più ampi, senza interruzioni e senza ostacoli; una pista ciclabile chiara, sicura e leggibile, pensata per essere utilizzata da tutti, non solo da chi è già abituato ad andare in bicicletta.
Ma soprattutto immagino una strada che non sia solo da attraversare, ma da vivere. Questo significa inserire piccoli spazi di sosta lungo il percorso, panchine semplici ma ben posizionate, punti d’ombra continui, alberature che accompagnano la strada e non solo episodi isolati di verde. Non serve fare qualcosa di spettacolare: serve fare qualcosa di coerente e continuo.
Via Feltre ha tutte le condizioni per diventare una strada di questo tipo. È pianeggiante, attraversa una zona residenziale con famiglie e scuole, è già servita da parcheggi e porta direttamente verso il centro storico. Proprio per questo potrebbe diventare un invito a tornare a muoversi a piedi, soprattutto per una popolazione che sta progressivamente invecchiando e che ha bisogno di spazi urbani più accessibili e più confortevoli.
Anche il tema dei parcheggi merita di essere affrontato con uno sguardo più ampio. Lungo Via Feltre esistono già diverse opportunità di sosta al di fuori dell’asse stradale: molti esercizi commerciali dispongono di spazi auto propri, numerosi residenti hanno garage condominiali o parcheggi privati, e nelle immediate vicinanze sono presenti parcheggi pubblici già utilizzabili, come l’area dell’ex MOI. Questo significa che una eventuale riduzione della sosta direttamente su strada non sarebbe una perdita, ma potrebbe diventare un’opportunità: lo spazio recuperato potrebbe essere utilizzato per marciapiedi più ampi, verde, zone d’ombra, sedute e percorsi ciclabili sicuri, migliorando la qualità della strada sia per i residenti sia per chi la attraversa ogni giorno.
C’è poi un tema che oggi non può più essere secondario: il clima. Anche Belluno, negli ultimi anni, ha vissuto estati sempre più calde e piogge sempre più intense. Ridisegnare una strada oggi significa pensare anche a questo: più alberi, più ombra, superfici drenanti, meno asfalto e più materiali che rendano lo spazio più fresco e più vivibile. Non è solo una scelta estetica, è una scelta che riguarda la qualità della vita quotidiana.
Belluno sta inoltre vivendo un momento importante dal punto di vista internazionale, anche grazie alle Olimpiadi e alla crescente attenzione verso il turismo legato alla montagna. Come capoluogo, la città ha l’occasione di dare un segnale chiaro: mostrare che il rapporto con la natura non esiste solo in montagna, ma può essere parte integrante anche dello spazio urbano. Chi arriva qui per il paesaggio si aspetta di trovare la stessa qualità anche nelle strade della città.
Un ultimo aspetto riguarda il modo in cui progetti come questo vengono costruiti. Anche se la donazione arriva da un privato, il suolo su cui si interviene resta uno spazio pubblico. E lo spazio pubblico appartiene ai cittadini. Per questo sarebbe bello che questo progetto diventasse anche un punto di partenza per un coinvolgimento più diretto dei residenti, delle scuole, dei commercianti e delle associazioni del quartiere. Non come un passaggio formale, ma come un vero processo di ascolto che possa aiutare a capire come le persone vivono davvero quella strada ogni giorno.
Via Feltre potrebbe diventare molto più di una strada riqualificata: potrebbe diventare un esempio concreto di come anche una città piccola possa progettare spazi pubblici contemporanei, semplici, accessibili e pensati per le persone. Il mio non è uno sguardo critico, ma uno sguardo affettuoso e fiducioso. Proprio perché Belluno ha tutte le potenzialità per essere una città che guarda avanti, vale la pena immaginare qualcosa di più ambizioso.
Giulia De Negri
