
Longarone tra Venezia e Tirana. In un collegamento fatto di acqua, di storia e di tradizione – quella dell’epoca della Serenissima, che dominava il mar Adriatico – ma che parla anche di futuro e di opportunità di sviluppo.
È con queste prospettive che si è tenuta oggi a Venezia la cerimonia dello sposalizio del mare, nel giorno dell’Ascensione. L’antico rito della festa della Sensa un anno fa aveva stretto il gemellaggio adriatico con Longarone, nel segno dell’acqua del Piave che portava il legname dal Cadore alla laguna e nel segno soprattutto del ricordo del Vajont. Oggi l’anello dogale che il Comune di Longarone ha custodito per un anno è tornato a Venezia per essere consegnato alla prossima città che stringe il gemellaggio adriatico, vale a dire Tirana (Albania).
«È stato un anno intenso, culminato nelle celebrazioni del 60° del Vajont» afferma il sindaco di Longarone. «Il Patriarca di Venezia, nella cerimonia, ha ricordato la messa celebrata al cimitero monumentale di Fortogna il 9 ottobre scorso; e tra i momenti più emozionanti c’è stata anche la regata storica con i nostri zattieri, in un legame storico tra Longarone e Venezia».
Il sindaco ha riconsegnato l’anello dogale e si è soffermato a parlare con il sindaco di Tirana, Erion Veliaj, mettendo in programma anche possibili collaborazioni Longarone-Albania. «Per una piccola comunità come la nostra è un onore aver partecipato a un momento storico come questo, denso di significati» conclude il sindaco di Longarone. «Negli ultimi anni l’anello dogale è stato a Odessa (Ucraina) e Tirana. In mezzo c’è la piccola comunità di Longarone».
