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L’amarcord di Maurizio Fistarol questa sera in Sala Bianchi

Paolo Navarro Dina, Maurizio Fistarol, Giangiacomo Nicolini, Adriana Lotto

Belluno, 8 giugno 2022 – Quella di questa sera in Sala Bianchi a Belluno, è stata una serata di ricordi tra amici, dove Maurizio Fistarol, già sindaco di Belluno dal 1993 al 2001, deputato dal 2001 al 2008 e senatore nella 16ma legislatura dal 2008 al 2013, ha raccontato i suoi ricordi politici raccolti da Adriana Lotto nel libro “Frontiera. Un sindaco e l’alba della Seconda Repubblica”.

A fare gli onori di casa c’era Giangiacomo Nicolini, capolista di Belluno D+ che sostiene la candidatura a sindaco di Giuseppe Vignato, che ha introdotto questo incontro costruito su aneddoti e flashback, anticipando che sarebbe stato un “ricordo del passato, ma anche l’auspicio per il futuro”.

Fistarol ha risposto alle domande di Paolo Navarro Dina, giornalista del Gazzettino, che negli anni a partire dal 1994 lavorava alla redazione di Belluno.

Una ricostruzione storica di quel delicato momento storico del collasso politico della Prima Repubblica, travolta da Mani pulite, con la nascita della Seconda Repubblica.

“A Belluno – ha ricordato Fistarol – c’era Alleanza di Progresso che tentava di costituire un polo progressista che tenesse conto dei partiti. Avevamo la Lega Nord forte di un consenso di oltre il 40% e si presentava per la prima volta Alleanza Nazionale. Ricordo che il segretario del Partito democratico della sinistra PDS mi rimproverò dicendo che dovevo mettere in primo piano le persone e non i partiti. Ero dunque un candidato contro il mio partito. Tuttavia i liberali e i socialdemocratici ci diedero il loro appoggio a condizione che fossi io il candidato sindaco. C’era Bressa sindaco uscente, espressione della DC avanzata, per il Partito popolare. Diventai sindaco passando per un soffio al ballottaggio, con la Lega al 33%, Bressa poco più del 30% ed io con il 31% e qualcosa”.

Fistarol si è soffermato quindi sull’organizzazione del Comune, i dirigenti, gli impiegati, gli uffici. “Dal 2001 – ha detto l’ex sindaco e parlamentare bellunese – abbiamo assistito a una operazione scientifica di sfascio dell’organizzazione comunale, fondata sull’assunto che i politici dovevano imporsi, e se qualcosa poi non andava c’era lo scaricabarile, ossia: è perché i dirigenti non me lo fanno fare”!

“In un consesso nazionale di sindaci – ha proseguito Fistarol – il sindaco di Roma può dire ciò che vuole, anche una sciocchezza, perché ha la forza dei numeri dei suoi elettori. Mentre un sindaco di una città piccola può contare solo se è più bravo degli altri”.

Fistarol ha raccontato di quando da sindaco faceva gli incontri nelle frazioni portandosi i dirigenti del Comune “Era come entrare nella gabbia dei leoni, perché alla gente non interessava nulla delle procedure, degli appalti, volevano vedere i risultati”.

“C’era una grande voglia di cambiare. Io ero e sono federalista, sostenitore del modello americano. I sindaci del Nordest volevano il federalismo, ma troppi hanno remato contro, dalla Lega perché vedeva la concorrenza in questa alternativa, ma anche la sinistra osteggiò questo progetto”.

Sul finale, pur riconoscendone l’amicizia e l’importanza per la sua formazione, Fistarol non risparmia una frecciata a Massimo Cacciari dicendo “E’ uno che sta invecchiando male”, allineandosi ahimè a quell’odioso mainstream che vorrebbe imbavagliare il libero pensiero.

Ha concluso la serata l’intervento di Adriana Lotto con una lucida analisi di quegli anni, con i partiti che stavano implodendo, vittime della loro stessa autoreferenzialità, indipendentemente da ciò che sarebbe poi successo con Mani pulite. La caduta del Muro di Berlino. Il naufragio dell’Euregio, quel progetto di collaborazione transfrontaliera fra regioni appartenenti a diversi stati dell’Unione europea che “qualcuno temeva fosse lo sforamento degli stati nazionali, così come il federalismo”. Gli anni ’70, con le riforme e la partecipazione popolare; gli anni ’80 del riflusso: gli anni ’90 con il tentativo di recupero dopo kil terrorismo e Tangentopoli.

A margine della serata è intervenuto anche il candidato sindaco Giuseppe Vignato.

 

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