HomeCronaca/PoliticaSergio Mattarella rieletto al Quirinale per il suo secondo mandato

Sergio Mattarella rieletto al Quirinale per il suo secondo mandato

Sergio Mattarella – Presidente della Repubblica

“Ringrazio i presidenti della Camera e del Senato per la loro comunicazione. Desidero ringraziare i parlamentari e i delegati delle Regioni per la fiducia espressa nei miei confronti. I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando sul versante sanitario, economico e sociale, richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati. E naturalmente devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti. Con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini”.

Questo il breve discorso del presidente Sergio Mattarella che ritorna al Quirinale per il suo secondo mandato, benché nei giorni e nei mesi precedenti al voto avesse espresso la chiara volontà di non volersi ricandidare. Ma alla richiesta dei capigruppo dei partiti, che non sono riusciti a trovare un’intesa, Mattarella ha ritenuto suo dovere dare la propria disponibilità al Quirinale. Così, con 759 voti su 1.009 (quorum 505) 973 votanti, alla prima dell’8va votazione Sergio Mattarella diventa il 13mo presidente e il secondo capo di Stato più votato dopo Sandro Pertini che ne aveva ottenuti 832 su 995.

La maggior parte dei commentatori e dei giornali hanno parlato di incapacità della politica di accordarsi per trovare un candidato alla presidenza. Ebbene, più che incapacità, riteniamo che vi sia stata una precisa volontà di lasciare le cose così come sono. Con Mattarella presidente e Draghi primo ministro, infatti, i parlamentari hanno la garanzia di continuità fino a fine mandato. Una certezza che non sarebbe stata assicurata con un nuovo presidente, perché c’era il rischio delle votazioni anticipate. Ha pesato come un macigno in queste trattative politiche per l’elezione del capo dello Stato, la riforma costituzionale approvata l’8 ottobre 2019 che ha tagliato del 36,5% i componenti dei due rami del Parlamento riducendo a 400 i 630 deputati e a 200 i 315 senatori elettivi. Quindi il prossimo Parlamento avrà 230 deputati in meno e 115 senatori in meno. Come dire che 345 parlamentari non ci saranno più. Solo Fratelli d’Italia può garantire oggi la rielezione ai suoi parlamentari, dal momento che è certo che vedrà aumentati i suoi consensi elettorali. Tutti gli altri partiti subiranno un consistente taglio di deputati e senatori. Solo in quest’ottica si comprende la crisi e l’incapacità della politica alla quale abbiamo assistito. Del resto, già nel secolo scorso, Leo Longanesi, giornalista, scrittore, editore, pittore, disegnatore, aveva individuato le dinamiche degli italiani in una sintesi perfetta del suo celebre aforisma: “Nel tricolore andrebbe scritto: tengo famiglia”.

Roberto De Nart

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