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Corporate Heritage & Digital Humanities: a Treviso e Belluno due seminari su memoria d’impresa, innovazione e nuove competenze

Prestigioso riconoscimento: cinque anni di intenso lavoro e significative collaborazioni.

Treviso, 11 Maggio 2026. Come possono archivi, prodotti storici, saperi aziendali e identità territoriali diventare strumenti di innovazione? E quale ruolo possono avere oggi intelligenza artificiale, tecnologie immersive e nuovi linguaggi digitali nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale di istituzioni e imprese?

A queste domande risponde il ciclo di seminari Corporate Heritage & Digital Humanities: una combinazione per lo sviluppo del territorio, promosso dalla Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti in collaborazione con Made In Heritage, network di imprese e professionisti attivo nella valorizzazione del corporate heritage attraverso ricerca, formazione, comunicazione, progettazione culturale e tecnologie digitali.
L’iniziativa nasce in un contesto in cui il rapporto tra manifattura, cultura e creatività assume un peso crescente nell’economia italiana. Le analisi di Fondazione Symbola e Unioncamere mostrano infatti come il sistema culturale e creativo rappresenti oggi uno dei principali motori di innovazione del Paese, grazie all’integrazione di competenze ibride che uniscono design, comunicazione, tecnologia e cultura d’impresa.

Secondo Fondazione Symbola, cultura e creatività generano complessivamente oltre 303 miliardi di euro, pari al 15,5% della ricchezza nazionale. In Veneto il sistema produttivo culturale e creativo produce 9,7 miliardi di valore aggiunto, mentre le province di Treviso e Belluno mostrano una forte specializzazione nei comparti del design, dell’artigianato, della comunicazione e dei servizi culturali.

È proprio in questo scenario che il tema del Corporate Heritage assume un valore strategico. La memoria storica delle imprese – fatta di archivi, prodotti, processi, competenze e valori – non rappresenta più soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa attiva e abilitante capace di generare identità, innovazione e competitività.
Parallelamente, le Digital Humanities stanno trasformando le modalità di accesso, interpretazione e valorizzazione del patrimonio, integrando approccio umanistico e tecnologie digitali: dall’intelligenza artificiale agli archivi conversazionali, fino agli strumenti immersivi e ai nuovi linguaggi esperienziali.
I seminari si propongono di offrire un’occasione concreta di confronto tra imprese, professionisti, operatori culturali e mondo della formazione, mostrando applicazioni reali e modelli già attivi nel territorio.

Gli appuntamenti si tengono:
13 maggio 2026, ore 15.00-18.00 – Fondazione Sportsystem, Montebelluna
27 maggio 2026, ore 15.00-18.00 – sede della Camera di Commercio, Belluno

Il programma dei seminari prevede la qualificata partecipazione di imprenditori, professionisti della comunicazione e specialisti della formazione
Ad aprire i lavori saranno Daniele Ferrazza, giornalista e corporate storyteller e Federico Callegari, Responsabile del Settore Studi, Statistica e Orientamento al Lavoro della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti, con un intervento dedicato ai dati e ai trend delle industrie culturali e creative.
A seguire il contributo di Michele Marchesin ed Emilio Quintè di Made In Heritage, dedicato al tema “Tecnologie digitali per il Corporate Heritage” che presenteranno, tramite casi concreti, metodologie e strumenti digitali sviluppati per la valorizzazione degli archivi e dei patrimoni culturali.
Particolarmente articolata la sezione delle testimonianze, che raccoglie esperienze provenienti dal mondo del design, della musealità, della comunicazione, della gestione archivistica e dell’innovazione d’impresa.
Federica Rossi, referente del Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, approfondirà il ruolo del museo d’impresa e dell’archivio nella costruzione dell’identità di prodotto e nella valorizzazione dei processi produttivi del distretto calzaturiero.
Giampaolo Allocco, designer e fondatore di Delineo, affronterà il rapporto tra progetto e memoria, mostrando come il patrimonio culturale e industriale possa diventare materia attiva del design contemporaneo.
Pierdamiano Airoldi, fondatore e CEO di Magnetic Media Network, presenterà l’esperienza di M’useum come esempio di dialogo tra industria, tradizione e innovazione.
Federico Dei Rossi, Socio Fondatore di FormaUbis, illustrerà come realtà aumentata, virtuale e strumenti multimediali possano ridefinire le modalità di fruizione del patrimonio culturale e aziendale.
Simone Da Ros e Mara Lacagnina dell’Archivio Storico Benetton evidenzieranno il ruolo dell’archivio come asset centrale per la costruzione della cultura d’impresa e dei processi di innovazione.
Ernesto Riva, Presidente Onorario di Unifarco, presente nella sola tappa di Montebelluna, contribuirà all’evento con una riflessione sul valore delle competenze ereditate dal passato come base per la sperimentazione e l’innovazione nel mondo della farmacia preparatoria.
Fabio Fonda, project manager di HDEMY Group (Verona/Milano), chiuderà la giornata con un intervento dedicato alle nuove professionalità emergenti nell’ambito delle Digital Humanities e del Corporate Heritage

Mario Pozza, Presidente Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti evidenzia come sia importante, per un Ente che promuove lo sviluppo locale e l’innovazione, aprire questa finestra di riconoscimento istituzionale alle Digital Humanities, in particolare a quel segmento di attività professionali, con i casi studio oggetto dei seminari, che si interseca con il manifatturiero, con la sua identità e memoria storica. Favorendone la valorizzazione con approcci innovativi. “Noi che siamo un Ente che si occupa di digital transformation e di orientamento alle nuove professioni – dice Pozza – intendiamo fare capire con questi seminari, con i casi concreti e di eccellenza che andremo a raccontare, che anche la cultura, e in particolare la cultura d’impresa, è interessata a questi cambiamenti. Bello e ben fatto non è solo uno slogan, ma ha una storia dietro. E oggi ci sono nuovi modi per raccontare questa storia. Con una domanda in crescita di professioni capaci di integrare creatività e tecnologia, discipline umanistiche e scientifiche: dall’uso evoluto dell’intelligenza artificiale alle competenze di data analysis, dalla produzione audiovisiva avanzata, alla progettazione di contenuti e servizi digitali evoluti che modificano la fruizione del patrimonio culturale e industriale”

Michele Marchesin, co-founder e business developer di Made In Heritage osserva come: “Corporate Heritage e Digital Humanities non sono solo un tema culturale, ma una leva competitiva. Significa trasformare archivi, competenze e memoria d’impresa in asset attivi, capaci di generare valore attraverso le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale. Come Made In Heritage lavoriamo in questa direzione: rendere il patrimonio storico uno strumento operativo per comunicazione, innovazione e sviluppo”.

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