How to Reach the Sky: un’opera nata da 29 anni di ricerca: gli artisti cechi Barbora Šlapetová e Lukáš Rittstein portano nel cuore di Venezia l’incontro tra astronauti e leader delle comunità papuane
La celebre coppia di artisti cechi Barbora Šlapetová e Lukáš Rittstein presenta, dopo ventinove anni di creazione congiunta, il proprio monumentale progetto artistico nel cuore pulsante di Venezia. L’esclusiva mostra intitolata How to Reach the Sky (‘Come toccare il Cielo’) si terrà dal 18 aprile al 12 luglio 2026 presso gli spazi dell’ex piscina Gandini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, in concomitanza con la Biennale Arte 2026.
How to Reach the Sky (‘Come toccare il Cielo’) è un imponente progetto multimediale che esplora l’incontro tra due mondi, in un volo sospeso tra cielo e terra. Attraverso una grande installazione di sculture, animazioni, dipinti, film, fotografie e happening, i due artisti narrano la straordinaria e magica storia del legame tra un equipaggio di astronauti e i leader della comunità Yali Mek della Papua Occidentale. Due realtà apparentemente agli antipodi – una immersa nelle tecnologie d’avanguardia, l’altra radicata in una sapienza indigena millenaria – eppure unite da un’esperienza comune: il volo.
L’idea del progetto è nata dal desiderio dei leader delle comunità Yali Mek, capaci di “volare attraverso il fumo verso il Cielo”, di conoscere gli uomini scelti per viaggiare nel cosmo. Gli astronauti della NASA Leroy Chiao e Koichi Wakata hanno accolto l’invito, dando vita a un’esperienza umana profondamente commovente da cui è scaturita l’intera opera.
Un dialogo tra culture oltre la globalizzazione
Da quasi tre decenni, Šlapetová e Rittstein si dedicano all’osservazione intensa della vita dei papuani, la cui cultura originaria sta scomparendo sotto la pressione della globalizzazione. I due artisti hanno scelto di trasformare artisticamente, e senza pregiudizi, quegli strati di immaginazione rimasti inalterati dal mondo moderno, agendo non come antropologi, ma come creatori di un dialogo interculturale.
“Il titolo ‘Come toccare il Cielo’ non va inteso solo in senso letterale – per i papuani come per gli astronauti il volo è possibile – ma anche in senso metaforico: verso il cielo si può viaggiare anche rimanendo nella propria casa, poiché è un atto legato alla spiritualità e alla fede, necessità di ogni essere umano. Anche la scelta del luogo non è casuale: Venezia è il porto da cui Marco Polo partì per il suo viaggio tra culture e continenti,” spiegano gli artisti.
La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini, è curata da Moritz Woelk, Jiří Fajt e Leoš Válka. Collaboratrice storica del progetto è l’architetta canadese Phyllis Lambert, già Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2014.
Lo spazio espositivo e l’esperienza multimediale
L’ex piscina Gandini si trasformerà in uno spazio immersivo. Il film d’animazione Cieli descrive il mondo interiore dei papuani secondo i loro stessi racconti, mentre le riprese dal vivo testimoniano eventi reali accaduti sia nella giungla che nello spazio. Proiettato sul soffitto come un affresco contemporaneo, il film include le storiche chiamate spaziali del 2013 e del 2022, durante le quali l’astronauta Koichi Wakata si è collegato dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con i leader delle comunità papuane. Ciò che non è stato possibile filmare o fotografare è stato reso visibile attraverso il disegno e l’animazione.
“Siamo cresciuti nell’ex Cecoslovacchia, un paese che non ha mai colonizzato nessuno, ma che ha vissuto l’isolamento e la mancanza di libertà. Attraverso l’arte confrontiamo questa esperienza con il mondo insidioso della globalizzazione. Il nostro obiettivo è mostrare che in ogni cultura l’elemento più importante è quello invisibile (spirituale), che influenza profondamente il visibile,” affermano Šlapetová e Rittstein.
Un anniversario simbolico
La mostra si svolge simbolicamente in occasione del 60° anniversario della pubblicazione del Quaderno di San Giorgio “Lo Spazio e il Cielo”, frutto della omonima conferenza promossa dalla Fondazione Giorgio Cini. In quell’occasione si riunirono a San Giorgio 29 intellettuali per riflettere sul senso dell’era spaziale. All’epoca, il giurista Francesco Carnelutti e l’astronomo Giorgio Abetti discussero se il viaggio nello “spazio” coincidesse con l’avvicinamento al “cielo”, concludendo che nessuna macchina potrà mai conquistare il cielo inteso come dimensione spirituale.
Gli artisti
• Barbora Šlapetová (1973): Artista multimediale ceca la cui opera intreccia arte, antropologia e cosmologia. Collabora con le comunità Yali Mek e Korowai Batu dal 1997. È l’unica artista al mondo ad aver realizzato, in collaborazione con la NASA, una mostra sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
• Lukáš Rittstein (1973): Tra i più influenti scultori contemporanei cechi. Il suo linguaggio visivo fonde forme biomorfiche e organiche con materiali industriali, esplorando il confine tra natura e astrazione.
Insieme hanno esposto in importanti istituzioni come il Centro DOX di Praga e hanno rappresentato la Repubblica Ceca alle esposizioni universali EXPO 2010 Shanghai ed EXPO 2015 Milano.
