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San Vito di Cadore, paura per una tentata truffa: i Carabinieri restano a rincuorare l’anziana sola

San Vito di Cadore, 11/03/2026 – Tre telefonate in rapida successione, voci sconosciute che annunciano una visita imminente e il cuore che inizia a battere forte per la paura. Poteva essere l’ennesimo caso di truffa ai danni di un’anziana, ma si è trasformato in una lezione di vicinanza umana grazie al pronto intervento dei Carabinieri di San Vito di Cadore.

Tutto è iniziato nella giornata di ieri, 10 marzo, quando una donna residente in paese, vedova e senza figli, ha composto il numero unico di emergenza 112. Con voce tremante, ha segnalato alla Centrale Operativa di Cortina d’Ampezzo di essere stata contattata da soggetti sospetti. La minaccia era chiara: qualcuno si sarebbe presentato alla sua porta di lì a poco.

La pattuglia della locale Stazione è arrivata in pochi minuti. Dopo aver perlustrato l’area per assicurarsi che i malintenzionati si fossero dileguati, i militari sono entrati nell’abitazione per mettere in sicurezza l’anziana. Una volta scampato il pericolo materiale, però, è emersa una fragilità più profonda: la solitudine.

Passata l’adrenalina dello spavento, la donna ha confidato ai militari che, oltre alla paura per i ladri, il peso più grande era quello di una quotidianità passata in isolamento. A quel punto, l’intervento operativo ha lasciato il posto al calore umano. I Carabinieri si sono trattenuti con la signora, trasformandosi per un pomeriggio in “nipoti acquisiti”: l’hanno ascoltata, rassicurata e hanno condiviso con lei un momento di serenità che le ha restituito il sorriso.

Prima di riprendere il servizio, i militari si sono assicurati che la donna non rimanesse sola, contattando una persona di sua fiducia a Borca di Cadore per attivare la rete di supporto familiare e amicale.

L’appello dell’Arma: “Non abbiate timore di chiamare”

L’episodio diventa l’occasione per ribadire i consigli della campagna informativa contro le truffe: mai fidarsi di sconosciuti al telefono e mai aprire la porta a chi chiede denaro o gioielli, anche se si spaccia per un rappresentante delle forze dell’ordine o di enti di servizio.

Dal Comando Provinciale arriva un messaggio forte e chiaro rivolto soprattutto alle fasce più vulnerabili:

“Non abbiate mai vergogna o timore di chiamare il 112. Nessuno pensi di disturbarci: siamo a disposizione per risolvere problemi o anche solo per dare un consiglio. Noi possiamo aiutarvi”.
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