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Provincia: i consiglieri uscenti difendono la scelta di elezioni disgiunte del presidente e del consiglio provinciale

“Ci meraviglia e contemporaneamente ci spaventa l’attacco al consiglio provinciale legittimamente in carica fino a giugno operato da chi dovrebbe conoscere il funzionamento amministrativo e dovrebbe avere il senso delle istituzioni, e non dovrebbe affatto considerare il consiglio provinciale un organismo inutile.

Ci meraviglia e francamente ci deprime vedere come attorno alla questione delle elezioni provinciali sia sorto questo sciacallaggio da parte di amministratori, che evidentemente non hanno a cuore le sorti del territorio, oltre che quelle dell’amministrazione della Provincia, casa dei Comuni”.

Così in una nota i consiglieri provinciali di maggioranza, Massimo Bortoluzzi, Silvia Calligaro, Vanessa De Francesch, Donatella De Pellegrin, Alberto Peterle, Marzio Sovilla, Matilde Vieceli, in merito a quanto letto sulla stampa in merito alle prossime elezioni provinciali, che vedranno andare al voto la figura del presidente il 18 marzo e in un secondo momento il rinnovo del consiglio provinciale.

“Questo sdoppiamento delle due elezioni è previsto dalla legge Delrio. – proseguono i consiglieri –  Chi lo ritiene sbagliato, nella maggior parte dei casi, proviene proprio da quella forza politica che la riforma Delrio l’ha voluta e approvata in Parlamento. Da parte nostra abbiamo condiviso la scelta di sdoppiamento con il presidente anche per dare un segnale forte. E non capiamo davvero le strumentalizzazioni che sono state fatte attorno a questo negli ultimi giorni, dato che è sempre stato adottato il metodo di chiedere ai consiglieri uscenti cosa pensassero e come intendessero agire rispetto agli appuntamenti elettorali.

Se il problema è non avere una lista collegata al presidente, come sostiene qualcuno dei detrattori dell’Ente Provincia, cosa succederà allora tra due anni quando il presidente resterà in carica – sì, la Delrio, sempre lei, assegna quattro anni di mandato al presidente e solo due al consiglio – cosa succederà tra due anni quando il presidente resterà al suo posto ma il consiglio dovrà nuovamente essere rinnovato? A chi daremo allora la colpa?

Quanto alle dichiarazioni in cui si dice che gli atti li firma il presidente, sminuendo il lavoro dei consiglieri, è un’affermazione oltraggiosa, visto che i consiglieri delegati della nostra Provincia, da oltre dieci anni si impegnano sui temi loro assegnati dal presidente pur senza percepire un solo euro, sempre grazie alla legge Delrio. Anzi, ringraziamo il presidente per averci dato fiducia in un lavoro che è collegiale, a favore del territorio, e che in diverse occasioni è stato riconosciuto proprio dai sindaci e dai territori a cui è rivolta l’azione amministrativa.

In ogni caso, se fosse come dicono alcuni, che il consiglio è proprio inutile perché tanto gli atti li firma il presidente, allora perché tutta questa smania di vedere nuovi consiglieri a Palazzo Piloni? Evidentemente – conclude la nota dei consiglieri – c’è frizzantezza amministrativa in Provincia”.

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