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Veneto, l’autonomia è un “pasticcio”: Davide Lovat rompe gli indugi e punta all’indipendenza

Venezia, 06/02/2026 – Il fronte autonomista veneto si spacca e vira con decisione verso l’indipendentismo internazionale. Il consigliere regionale Davide Lovat, esponente di Resistere Veneto insieme al collega Szumski, ha lanciato un guanto di sfida aperto alle attuali politiche regionali e nazionali, definendo l’autonomia differenziata una “presa in giro” e annunciando una nuova strategia che guarda oltre i confini dello Stato italiano.

Il “tradimento” del 2017 e la rottura con la Lega

Il punto di rottura è l’ultimo voto in Consiglio regionale. Lovat e Szumski hanno espresso voto contrario alla richiesta di mandato al Presidente Stefani per trattare sull’autonomia. Una scelta simbolica e politica forte, motivata dalla convinzione che il percorso attuale sia un lontano parente di quanto richiesto dai cittadini veneti con il referendum del 2017.

Secondo Lovat, quella spinta popolare è stata “tradita” da una classe politica che ha usato l’autonomia come merce di scambio elettorale. Il consigliere non risparmia critiche alla Lega Salvini Premier, citando le parole del deputato ligure Rixi:

“La Lega ha avuto la funzione di frenare le spinte centrifughe del Veneto. È l’evidenza dei fatti: il partito è diventato l’argine, non il motore del cambiamento.”

L’asse internazionale: tornano Scozia e Catalogna

Se Roma e Venezia sembrano distanti, Lovat accorcia le distanze con l’Europa dei popoli. Già dai prossimi giorni, Resistere Veneto ospiterà esponenti scozzesi e catalani. L’obiettivo è riannodare il filo interrotto anni fa e rilanciare il processo di autodeterminazione basato sul Diritto Naturale e Internazionale.

L’idea è quella di uscire dall’isolamento istituzionale per creare un coordinamento europeo che metta in discussione l’attuale assetto dell’Unione Europea, definita da Lovat come una “tecnocrazia lontana dai popoli”.

Una nuova “Costituente” e il modello svizzero

La proposta di Resistere Veneto non si limita alla protesta, ma delinea una visione strutturale per il futuro dell’Italia e dell’Europa in vista degli 80 anni della Repubblica:

  • Riforma Macroregionale e Cantonale: Superamento dell’attuale centralismo in favore di un sistema ispirato al modello svizzero.

  • Sussidiarietà Autentica: Potere decisionale riportato ai territori per contrastare l’impoverimento generale.

  • Contrasto al Globalismo: Una struttura capace di difendere le culture locali dalla standardizzazione tecnocratica.

“Vogliamo riforme vere e profonde,” conclude Lovat. “L’obiettivo è un impianto istituzionale capace di governare la globalizzazione anziché subirla, restituendo dignità alle coscienze e alle identità dei popoli.”

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