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Maxi-frode nel tessile: fatture false per 26 milioni e sequestri in tutta Italia

Venezia, 06/02/2026 Un terremoto giudiziario scuote il settore tessile nazionale. La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Venezia ha portato a termine una vasta operazione che ha svelato un complesso sistema di frode basato sull’emissione di fatture false per oltre 26 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica lagunare, ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro e vede coinvolti 57 imprenditori in ben otto regioni italiane.

Una rete capillare da Nord a Sud

Il cuore pulsante del sodalizio criminale, composto prevalentemente da soggetti di matrice asiatica, era radicato nel Veneto, tra le province di Venezia, Treviso e Padova. Da qui partiva la fitta rete di documenti fittizi che andava a beneficio di oltre 50 imprese sparse su tutto il territorio nazionale.

Le fiamme gialle hanno operato simultaneamente in:

  • Nord: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna.

  • Centro: Toscana, Lazio.

  • Sud: Campania, Calabria.

 

Indagini hi-tech: traditi dall’indirizzo IP

A rendere l’operazione particolarmente efficace è stato l’approccio tecnologico dei finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Mestre. Per smascherare i responsabili, spesso nascosti dietro prestanome di facciata, i militari hanno ricostruito i flussi telematici delle fatture elettroniche.

Attraverso la geo-localizzazione degli indirizzi IP, è stato possibile risalire alle postazioni fisiche da cui venivano inviati i documenti falsi, incrociando i dati con articolate indagini finanziarie.

“L’attività testimonia l’impegno costante nel contrastare le forme di evasione più perniciose, a tutela delle imprese che operano nel rispetto delle regole.” — Nota del Comando Provinciale di Venezia

Dalla frode al lusso: i proventi illeciti

Le indagini non si sono fermate alla sola evasione fiscale. Gli accertamenti bancari hanno svelato come i proventi illeciti venissero sistematicamente esportati all’estero o reinvestiti in beni di lusso. Tra i beni congelati figurano:

  • Immobili di pregio;

  • Gioielli e orologi di valore;

  • Capi di alta moda.

Il provvedimento

Il GIP del Tribunale di Venezia ha disposto il sequestro preventivo di 8.306.459 euro, corrispondenti alla quota di imposta evasa dai 57 indagati. All’esecuzione del provvedimento hanno partecipato oltre 30 Reparti della Guardia di Finanza su scala nazionale.

Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza dei soggetti coinvolti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.

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