Sedico, 23 gennaio 2026 – “Quello di oggi è solo l’inizio di un percorso che ci porterà agli Stati Generali bellunesi; lì dovremo decidere se serve e se manca una regia del territorio, e per farlo serve il coinvolgimento di tutti i protagonisti di queste zone”.
Così il senatore bellunese di Fratelli d’Italia Luca De Carlo presidente della IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, ha chiuso il suo intervento in occasione della Conferenza degli Enti Locali della Provincia di Belluno svoltasi a Villa Patt di Sedico.
Diversi i temi affrontati da De Carlo, dai temi economici – “dobbiamo ottimizzare le risorse disponibili in provincia” – a quelli più strettamente politici, a partire dal riacceso dibattito sul ripristino dell’elettività per le province: “Oggi siamo tutti consci che i sindaci non possono dividersi tra incarichi così totalizzanti, ma non so se i cittadini la pensano come noi addetti ai lavori. Per anni, certa politica ha dipinto gli amministratori come “mangiatori” di risorse pubbliche, oggi diventa difficile spiegare che ci si è sbagliati; io per primo faccio mea culpa: ero convinto che le province non servissero, oggi anche grazie all’esperienza in Parlamento sono consapevole dell’importanza di un ente intermedio tra comuni e regioni”.
Un passaggio poi sulla nuova Legge sulla montagna: “Quella bellunese credo che sia l’unica provincia che non può lamentarsi dei nuovi criteri; in questo modo, si premiano le comunità delle terre alte, grazie a una legge che serve alla montagna vera e non a chi semplicemente pensava di esserlo”.
In chiusura l’appello a tutti i presenti: “Gli Stati Generali che ci apprestiamo ad affrontare richiedono il coinvolgimento di tutti, dalle associazioni di categoria ai partiti politici: se vogliamo dare una regia al territorio, non può esserci qualcuno – pochi – che decidono per tutti gli altri, serve in maggior coinvolgimento di tutti i protagonisti sui temi del futuro. Sarà fondamentale poi indicare subito le linee di indirizzo; le prima che mi vengono in mente? Il turismo, dove cresciamo meno degli altri; la residenzialità, tema strettamente legato anche all’occupazione, al lavoro e alla produzione; infine, il ruolo che vogliamo dare alle nuove Unioni Montane”.
