
Belluno 16 novembre 2025- Stiamo vedendo in questi giorni la trasformazione del piazzale dello Stadio – non senza qualche disagio per i residenti – e osserviamo, giorno dopo giorno, ergersi sempre più alta la tribuna in via di costruzione a fianco dei condomini. Questo ci porta a una domanda: come si gestisce l’arrivo di 2.000 persone a una partita di calcio quando davanti allo stadio ci sono appena 127 posti auto? È la domanda più semplice del mondo, eppure sembra la più difficile da affrontare. L’abbiamo posta direttamente al sindaco Oscar De Pellegrin, che ha risposto con un “useremo altri parcheggi e faremo navette”. Bene l’idea, per carità. Il problema è che non si sa quali parcheggi, dove saranno, quanto costeranno, chi li pagherà e con quali risorse verranno fatte funzionare queste navette.
Per ora, solo una grande nebulosa nello spazio siderale.
Il piazzale dello stadio, storicamente, è sempre stato un parcheggio scambiatore usatissimo da residenti, pendolari, utenti delle attività commerciali della zona. Era un’area funzionale, senza fronzoli ma efficace. Ora è stato stravolto: due aiuole piazzate in mezzo a uno spazio che serviva soprattutto a contenere auto, sacrificando numeri preziosi ( 14 posti auto) proprio per le attività che vivono di continuo ricambio.
Soprattutto perché si è voluto ampliare lo Stadio in una zona così densamente popolata ed urbanizzata? Lo stadio è ancora compatibile con la densità urbanistica che si è venuta a concentrare in questi decenni, in un quartiere densamente urbanizzato di quasi 6000 abitanti ?
Si amplia lo stadio ma non si pensa ai servizi come parcheggi e TPL.
Più che l’incremento dello stadio forse si sarebbe dovuto pensare seriamente al suo trasferimento in un’altra area.
E qui nasce un’altra domanda che nessuno, finora, ha osato affrontare: perché intervenire così pesantemente su un piazzale che funzionava, e che tra l’altro era cruciale per la zona e per il futuro della squadra di serie C Dolomiti Bellunesi? Perché togliere più di una trentina di importanti posti quando attorno ci sono negozi, servizi, palazzine, residenti che quel parcheggio lo usano tutti i giorni? Perché non si è pensato a spostare lo Stadio Polisportivo in un’altra zona della città, magari Levego, e destinare lo spazio dell’attuale Stadio a servizi per la città e il quartiere come si sta pensando di fare a Treviso con il Tenni? Perché non si è pensata una mossa strategica e lungimirante, come una cittadella dello sport in un’area più periferica come Levego o Safforze, dato che ormai Baldenich non è più periferia di Belluno, quartiere in cui risiedono importanti servizi, aree residenziali e commerciali? Davvero aveva senso spendere 10 milioni dal PNRR per la riqualificazione del piazzale e delle tribune? Non vorremmo, noi del quartiere di Baldenich, vederci le auto parcheggiate fin sotto casa come quando c’era la 24 ore di San Martino, evento importante per lo sport bellunese.
In un progetto che dovrebbe “rilanciare” lo stadio e l’area circostante, la prima cosa da garantire è la logistica. Invece qui sembra che si sia partiti dalla fine, senza coinvolgimento dei residenti e della popolazione, ancora una volta scarsa partecipazione. Si è provveduto concentrandosi su dettagli estetici e trascurando la questione più banale: dove mettono la macchina duemila persone?
Il sindaco assicura che tutto verrà gestito con parcheggi alternativi e bus navetta. Perfetto. Ma se non si dice dove, come, quando e soprattutto chi paga, resta solo una promessa campata in aria. E i cittadini, giustamente, iniziano a chiedersi se i costi del “corredo allo stadio” finiranno come al solito sulle spalle dei contribuenti.
Quello che serve adesso è chiarezza. Senza mezze parole e senza slogan. Nell’assemblea pubblica di dicembre ci aspettiamo risposte nette: quanti parcheggi reali sono previsti (dal progetto che ho io, avendo fatto accesso agli atti, sono circa 130)? Dove saranno questi fantomatici parcheggi per far lasciare la macchina ai 2000 tifosi? Chi si occuperà delle navette? Con quali fondi? E perché si è sacrificata una parte preziosa del piazzale, penalizzando attività e residenti? Si potenzierà finalmente il Trasporto pubblico Locale e la linea Verde, blu, Rossa con corse ogni 20 minuti nelle ore di punta e ogni 40 minuti in quelle di morbida? Torneremo a far correre gli autobus anche la Domenica (Sarebbe ora)? O i tifosi useranno la flotta del Trillo? Ci saranno Taxi (attualmente ce ne sono 2 a Belluno e non coprono tutte le fasce orarie)? Ed ancora, perché non fare un parcheggio a 2 piani? Ad esempio, dove gioca attualmente la Dolomiti Bellunesi, ossia a Fontanafredda, nello stadio Tognon, esso è circondato da un parcheggio nelle immediate vicinanze dello stadio con migliaia di parcheggi.
Lo stadio può e deve essere un’opportunità per la città, nessuno lo ha mai messo in dubbio. Siamo tutti contenti che la squadra della nostra città sia in serie C e porti lustro alla nostra Provincia. Ma un progetto mal comunicato, costruito su troppe incognite, rischia di diventare esattamente l’opposto, un inferno per residenti e cittadini.
Dicembre sarà il momento della presentazione del progetto, del confronto, della presentazione degli atti, che abbiamo voluto che venissero presentati, e ce l’abbiamo messa tutta, con tanta fatica; perché altrimenti questa amministrazione avrebbe costruito e finito il cantiere senza partecipazione. Ancora una volta l’Ascolteria è un concetto vuoto e non realizzato. La città vuole fatti, non slogan. E soprattutto il quartiere vuole capire dove potrà parcheggiare. Perché questa, alla fine, è la base di tutto. Non vorremmo che ogni volta che la Dolomiti giochi in casa, ci ritrovassimo le auto parcheggiate ovunque, anche nelle strade private. Questo non può accadere, per questo chiediamo chiarezza e certezze.
Luigi Filippo Daniele – Capofrazione di Baldenich
