La lingua italiana a differenza del latino prevede molte zone grige interpretative che offrono alla politica varie possibilità ove districarsi. L’Ordinanza n. 25/2026 citata nel cartello di divieto di sosta per “Potatura piante” potrebbe essere uno di questi casi.

In termini tecnici e amministrativi la “Potatura piante” può includere diverse operazioni:
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Rimonda del secco: eliminazione dei rami morti o pericolanti per la sicurezza pubblica.
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Spollonatura: pulizia della base del tronco dai nuovi getti (i polloni), che spesso viene percepita dai cittadini come una semplice “pulizia” del viale senza tagli alla chioma.
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Innalzamento della chioma: taglio dei rami bassi che ostacolano il passaggio di pedoni o mezzi pesanti.
Tuttavia, la forte pressione mediatica e legale di questi giorni a Belluno nata a seguito di una serie di episodi quali l’abbattimento degli alberi sul piazzale di Vittime di via Fani a Cavarzano e dei tigli in via Feltre ha fatto esplodere un acceso scontro tra associazioni ambientaliste (come Italia Nostra) e il Comune.
Incombe, inoltre, su questo tipo di interventi, la mancanza di autorizzazioni della Soprintendenza, come accaduto per viale Fantuzzi. Oltre all’intervento del TAR del Veneto, che proprio in questo periodo ha bloccato i tagli non supportati da comprovati pericoli statici o sanitari. Insomma, c’è una cautela operativa, data l’attenzione dei media e dei comitati locali (es. caso via Feltre), tale per cui il Comune potrebbe aver limitato gli interventi alla sola messa in sicurezza ordinaria (pulizia e rimozione rami secchi) per evitare ulteriori ricorsi.
L’ordinanza n. 25 del 16/01/2026 funge da cornice per i divieti di sosta necessari ai lavori, ma l’effettiva entità dei tagli è soggetta alle autorizzazioni specifiche e alla tutela del verde urbano che, in questo maggio 2026 a Belluno, è sotto la lente.
