Belluno si conferma “Città del legno 2025” con un festival diffuso. I bambini di Borgo Valbelluna protagonisti di una gita-evento tra arte, storia e teatro
Borgo Valbelluna, 13 novembre 2025 – Le celebrazioni di San Martino si sono riconfermate un evento di richiamo che supera ampiamente i confini provinciali, grazie a un ricco e vario calendario di appuntamenti. L’edizione di quest’anno, in particolare, ha consolidato la designazione di Belluno a “Città del legno 2025”, sigillata dal successo dell’Ex Tempore di scultura appena conclusasi.
Il capoluogo ha risposto alla grande, trasformandosi in un vero e proprio festival diffuso che ha saputo includere anche momenti dedicati specificamente al pubblico più giovane. Una opportunità che le insegnanti della scuola primaria di Villa di Villa a Borgo Valbelluna non si sono lasciate sfuggire.
Grazie al supporto dell’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione gratuitamente gli scuolabus, i piccoli alunni sono giunti in città per una mattinata all’insegna della cultura e dell’arte. La prima tappa li ha visti immersi tra le opere lignee dell’Ex Tempore, dove hanno potuto ammirare l’abilità degli scultori. Particolarmente significativa è stata l’interazione con l’artista Sara Andich, che ha dedicato tempo prezioso ai bambini per illustrare e spiegare la genesi e il significato della sua opera, catturando l’attenzione dei giovanissimi visitatori.
Successivamente, la mattinata è proseguita con un tour storico-artistico guidato dalle loro maestre, che ha toccato luoghi simbolo del capoluogo come la chiesa di San Rocco e il Duomo. Il culmine della visita si è raggiunto al Centro Giovanni XXIII con l’appuntamento a teatro: la Compagnia “Gli Alcuni” ha portato in scena lo spettacolo “Storie di un albero, la casa degli gnomi”, concludendo l’intensa esperienza con un tocco di magia e fantasia.
I bambini sono rientrati a casa con gli occhi pieni di meraviglia e le menti ricche di stimoli. Una mattinata indubbiamente intensa che ha fornito loro non solo un’esperienza culturale diretta, ma anche “tante cose da raccontare ai genitori e da scrivere sui loro quaderni”, trasformando l’uscita didattica in un momento di crescita e ispirazione.
