
Belluno, 11 novembre – La città di Belluno ha onorato oggi il suo Santo Patrono, San Martino, con la solenne cerimonia di consegna del Premio San Martino 2025 a Palazzo Crepadona. Il prestigioso riconoscimento, conferito a chi si è distinto per l’impegno a favore della comunità, è stato assegnato a Fra Roberto Rizzato per la categoria adulti e al giovane sciatore Leonardo D’Incà per il Premio San Martino dei giovani.
I discorsi del sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin e del presidente del Consiglio Comunale Luciano Bassi hanno tessuto un elogio vibrante alla solidarietà, alla forza interiore e al valore del “farsi carico” dell’altro, trovando nei due premiati due facce, diverse ma complementari, di un profondo bene.
La logica del dono: l’esempio di Fra Roberto
Il sindaco Oscar De Pellegrin ha aperto la cerimonia sottolineando come il Premio San Martino sia il modo in cui la comunità “sceglie di riconoscere e di ringraziare chi si è impegnato a favore della comunità, chi con gesti silenziosi ma profondi ha saputo rendere visibile il bene”. La parte centrale del suo discorso è stata dedicata a Fra Roberto Rizzato, la cui vita è stata definita un esempio di come “farsi carico” sia “non come missione temporanea ma come forma di vita”. De Pellegrin ha ripercorso la storia di Fra Roberto, iniziata come volontario per il Comitato d’Intesa, che lo ha portato ad assistere e, in seguito alla scomparsa della madre, a prendersi totalmente cura di un ragazzo gravemente disabile. “Quando la madre del ragazzo è venuta a mancare,” ha spiegato il Sindaco, “Fra Roberto si è sentito ulteriormente chiamato nella sua missione e non si è tirato indietro… Cosa c’è di più grande di tutto questo?” Questo gesto di amore radicale è stato accostato al Patrono, San Martino, che tagliò il mantello per il povero, mettendo in luce il punto cruciale del dono: “non dare ciò che abbiamo in più, in abbondanza, ma condividere ciò che abbiamo per noi, che serve a noi con chi ha più bisogno di noi”. Fra Roberto incarna questa logica, scegliendo di donare “senza l’obiettivo di raccogliere”.
La determinazione giovanile di Leonardo D’Incà
Accanto al volto maturo della solidarietà, la città ha celebrato l’entusiasmo di Leonardo D’Incà, classe 2009, insignito del Premio dei giovani. Il Sindaco lo ha descritto come un ragazzo dinamico e intelligente, “innamorato dello sport e dello sci, disciplina nella quale ha saputo distinguersi”. I suoi successi a livello nazionale sono stati riconosciuti come frutto di “un lavoro serio, di una determinazione che sorprende in un’età così giovane”. “La sua storia è infatti un messaggio importante per i nostri ragazzi: un esempio di come, con determinazione, sacrificio e costanza, si possano raggiungere traguardi significativi,” ha affermato De Pellegrin, sottolineando l’orgoglio per questo premio a pochi mesi dalle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026.
L’essenza oltre l’apparenza: il messaggio di Bassi
A chiudere l’intervento è stato il presidente del Consiglio Comunale Luciano Bassi, che ha cercato il filo conduttore tra “un frate e un giovane sportivo, due progetti di vita apparentemente agli antipodi”. Secondo Bassi, ciò che li accomuna sono due messaggi universali: “Le emozioni che fanno vivere a coloro che li conoscono” e “La forza interiore che li porta ad essere unici nel raggiungere i propri obiettivi”. Bassi ha invitato la platea a guardare oltre l’esteriorità, oltre “la carta regalo” per concentrarsi sul “contenuto che ci dà l’emozione”. La vera violenza del nostro tempo, ha osservato, risiede nel fermarsi alle apparenze e nel giudicare per l’involucro esterno. “Lui ha diviso il mantello non perchè ha visto un povero, ma perchè ha sentito nella persona che aveva di fronte una forza interiore che gli ha dato quelle emozioni che lo hanno portato a condividere il mantello,” ha detto il Presidente Bassi, richiamando la figura di San Martino. Sia Fra Roberto che Leonardo, nel loro agire, dimostrano di vedere l’uomo che vive dentro gli appellativi di “povero, disabile, o competitore sportivo”. Essi “non hanno delegato, ma in prima persona si sono messi in discussione offrendo le loro energie agli altri,” un messaggio che, secondo il Presidente del Consiglio, è il motivo più profondo per cui meritano il Premio San Martino.
La cerimonia si è conclusa con gli applausi del pubblico, in un giorno che ha ricordato a Belluno come il bene comune si costruisca attraverso l’impegno, la generosità e la capacità di vedere l’essenza dell’altro.
