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martedì, Marzo 10, 2026
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Un 4 novembre di pace nelle scuole di Borgo Valbelluna

4 novembre alle scuole di Borgo Valbelluna

Quale significato ha oggi celebrare il 4 novembre? In un periodo storico come non mai caratterizzato da crisi internazionali, che sembrano risolvibili solo attraverso il riarmo degli stati e la guerra, forse ci si è dimenticati che il 4 novembre del 1921 veniva tumulato, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma, il “Milite Ignoto” per onorare i sacrifici dei soldati caduti durante la Grande Guerra a difesa della Patria. Ma in questa giornata, in cui il 4 novembre è celebrato come “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, in cui si sarebbe dovuto tenere il corso “4 novembre la scuola non si arruola” annullato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito perché non coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente, in questa giornata così densa di significati ci hanno pensato i bimbi delle classi della primaria e i ragazzi delle classi terze della secondaria di Mel a diffondere solo messaggi di pace.

Le celebrazioni, fortemente volute dall’amministrazione comunale di Borgo Valbelluna, sono iniziate il giorno precedente a Villa di Villa con la partecipazione di tutta la primaria.
Davanti al monumento ai caduti il Sindaco Stefano Cesa ha ripreso le parole di pace dell’omelia di Don Giuseppe De Nardo riportando le vicende di alcuni bambini di Gaza, coetanei dei presenti, che hanno vissuto la crudeltà della guerra. “Oggi – ha sottolineato il sindaco – si contano più di cento guerre nel mondo, la Terra perciò sembra essere un luogo dove non si sta bene. Ma la responsabilità è di tutti, non perché siamo cattivi, ma perché pensiamo solo a noi stessi. Per questo sarebbe importante pensare di più al bene comune.”
Al Tempietto di Mel invece, dopo le parole di Don Egidio Dal Magro, Cesa ha lasciato la scena ai bimbi della quinta e ai ragazzi delle terze. I primi si sono alternati leggendo poesie e la storia di Rami, bambino palestinese che sogna di vivere in un posto dove i bambini non abbiano paura, perché pace, per lui, significa non aver paura. Molto profonde le riflessioni dei più grandi, di ritorno in questi giorni da Assisi, città della Pace, luogo in cui Francesco, settecento anni fa lanciava il suo messaggio di umana fratellanza, di amore per la vita e per le sue creature. La potenza di quel messaggio guida tuttora uomini di ogni religione.
Numerose le forze dell’ordine erano presenti e in cittadini in entrambi gli eventi, ma i ragazzi questo 4 novembre hanno chiesto loro di deporre le armi in nome della pace.

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