Nel fine settimana, il 9 novembre, a Chies e le sue montagne, storica rassegna di cultura alpina, è previsto come ospite della serata conclusiva l’alpinista nepalese Nirmal “Nims” Purja, noto per le sue imprese himalayane e per la popolarità acquisita grazie alla docuserie Netflix 14 Peaks.Come movimento transfemminista impegnato nella lotta contro ogni forma di violenza di genere, esprimiamo profonda preoccupazione per la scelta di invitare una figura pubblica che è stata oggetto di multiple accuse di violenza e molestie sessuali, emerse nel 2024 attraverso un’ inchiesta del New York Times dal titolo “For Female Climbers, Dangers Go Beyond Avalanches and Storms” (Per le alpiniste donne, i pericoli vanno oltre le valanghe e le tempeste).
Nell’articolo, tre donne – tra cui l’alpinista finlandese Lotta Hintsa e la dottoressa April Leonardo – raccontano episodi di molestie e abusi avvenuti in contesti di spedizione o incontri di lavoro con Purja. Le testimonianze, supportate da riscontri e pubblicate da una delle testate più autorevoli al mondo, descrivono comportamenti di natura sessuale non consensuale e situazioni di forte squilibrio di potere tra una guida celebre, ex militare e simbolo nazionale, e clienti o collaboratrici donne.
Le accuse sono state successivamente approfondite anche da Outside Magazine (“Climbers Weigh In on Nims Purja Following Sexual Abuse Allegations” Gli alpinisti intervengono sul caso di Nims Purja dopo le accuse di abuso sessuale) e riprese in Italia da Il Dolomiti (“Abusi e molestie sessuali: per le donne l’alpinismo è anche questo”). Nel 2024 un comitato del governo Nepalese ha tolto i fondi all’Himalayan Times per aver pubblicato alcuni articoli riguardanti Nirmal. Il procedimento però fa riferimento a questioni alpinistiche e non menziona mai gli abusi. Purja ha negato ogni addebito, ma non esiste alcuna sentenza di assoluzione, né sono state intentate cause per diffamazione contro le testate che hanno pubblicato le inchieste, fatto che conferma la solidità del lavoro giornalistico svolto.
Ci chiediamo se gli organizzatori della Rassegna fossero pienamente a conoscenza di questi fatti e delle loro implicazioni nel momento in cui hanno accettato di ospitare l’alpinista. Temiamo che la manifestazione sia usata anche come palco per una operazione di riabilitazione d’immagine, favorita dalla scarsa diffusione in Italia di informazioni accurate sul caso e da una certa reticenza dei media di settore, legati a interessi pubblicitari di marchi che sponsorizzano lo stesso atleta.
Non si tratta di negare la presunzione di innocenza, ma di riconoscere che esiste una responsabilità morale e culturale nel dare visibilità pubblica a figure accusate di violenze così gravi, soprattutto in un contesto dedicato alla montagna, luogo che dovrebbe rappresentare libertà, rispetto e sicurezza per tutte e tutti.
Chiediamo dunque agli organizzatori e al pubblico di Chies e le sue montagne trasparenza, consapevolezza e rispetto verso le testimonianze delle donne che hanno trovato il coraggio di raccontare la propria esperienza.
Chi partecipa a un evento ha diritto di sapere chi sta applaudendo.
Movimento Non Una Di Meno Belluno
Fonti principali:
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The New York Times – For Female Climbers, Dangers Go Beyond Avalanches and Storms
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Outside Magazine – Climbers Weigh In on Nims Purja Following Sexual Abuse Allegations
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Il Dolomiti – Abusi e molestie sessuali: per le donne l’alpinismo è anche questo
Richieste di Correzioni Fattuali
In primo luogo, l’articolo contiene una serie di errori che chiediamo vengano corretti:
Solo due donne hanno sporto accuse sul NYT, non tre come da voi indicato.
La questione non è stata “ulteriormente indagata” da Outside o Il Dolomitti: questi articoli si sono semplicemente limitati a ripetere la storia del NYT. Non c’è stata alcuna indagine e nessuna di queste pubblicazioni ci ha contattato per un commento.
2. Mancanza di Denunce Ufficiali
In secondo luogo, prima o dopo la pubblicazione dell’articolo (a maggio 2024), nessuna denuncia alla polizia (o qualsiasi altra denuncia) è stata presentata da nessuna delle due donne, né in Nepal né nei loro Paesi d’origine.
3. Dichiarazione Ufficiale
In terzo luogo, vi preghiamo di prendere visione della nostra dichiarazione ufficiale che saremmo grati pubblicaste per intero nel vostro articolo:
Un portavoce del signor Purja ha dichiarato:
“Queste sono accuse, non fatti, e Nims le ha sempre negate in modo inequivocabile. Nims ha collaborato in buona fede con la pubblicazione per 3 mesi prima della pubblicazione, ma si sono rifiutati di stampare la dichiarazione completa di Nims e si sono rifiutati di stampare le oltre 15 testimonianze che avevamo fornito loro, di testimoni occidentali e nepalesi. Inoltre, si sono ripetutamente rifiutati di condurre interviste che avevamo offerto con questi testimoni, per dimostrare che queste accuse non possono essersi verificate come sostenuto.
“A seguito della pubblicazione dell’articolo, Nims è stato contattato da giornalisti indipendenti (ex The Times e BBC) in merito a questo argomento e il risultato è stato il podcast Summit Justice (rilasciato a febbraio 2025). Esso indaga sulla storia e fornisce il contesto completo della campagna diffamatoria durata 3 anni che Nims, la sua famiglia e il suo team hanno dovuto affrontare. Se le persone vogliono comprendere l’intera situazione, invitiamo tutti ad ascoltarlo. Summit Justice è disponibile su Apple, Spotify e tutte le piattaforme di podcast.”
