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Belluno, un ponte verso il Vietnam: la cultura apre nuove vie per l’economia

Giulia Burigo e Kim Lệ, giovane vietnamita a Belluno

Dall’armonia con la natura alla forza d’animo, il Vietnam sbarca a Belluno, non solo come meta turistica, ma come nuovo partner commerciale. Un recente evento culturale, seguito dalla visita di due imprese vietnamite, ha acceso i riflettori su un potenziale di cooperazione economica finora inesplorato. È l’inizio di una relazione che, partendo dalla cultura, punta a solidificare i legami tra le due nazioni.

Tutto ha avuto inizio l’11 settembre scorso, con l’evento “Aperitivo culturale Vietnamita” all’Urban Hub di Belluno. Oltre 60 persone hanno partecipato a un’esperienza guidate dalla psicologa bellunese Giulia Burigo, appena tornata da un viaggio nel paese asiatico, e dalla giovane vietnamita Lê Thị Kim Lệ, che si è appena stabilita a Belluno.

Giulia Burigo ha raccontato il suo viaggio come un percorso di crescita personale, condividendo tre valori “invisibili” che l’hanno colpita: il rispetto per gli anziani, l’armonia con la natura e la profonda resilienza del popolo vietnamita. “Il Vietnam non è solo una meta turistica, ma un viaggio trasformativo,” ha affermato, sottolineando come questi valori possano essere un vero e proprio “souvenir invisibile” per i viaggiatori.

La dottoressa Kim Lệ ha invece offerto al pubblico un racconto vivace e autentico. Con poche frasi in un italiano semplice e il suo abito tradizionale, l’ao dai, ha conquistato i presenti. Ha svelato misteri come il “mese dei fantasmi” e la tradizione del Vu Lan, e ha incuriosito con aneddoti sul caffè civetta e l’uovo fecondato. Il pubblico si è divertito a provare a leggere il vietnamita, dimostrando come la cultura possa creare ponti in modo spontaneo e coinvolgente.

Il vero risultato di questa serata è arrivato pochi giorni dopo, quando Belluno ha accolto le prime due imprese vietnamite, il Nara International Institute e l’organizzazione Gerimmi. I rappresentanti sono arrivati in città per esplorare opportunità di collaborazione nel turismo, nell’istruzione e nella cultura.

In soli due giorni, le delegazioni vietnamite hanno visitato il Centro Consorzi, Enaip e il Liceo Dal Pia, gettando le basi per progetti futuri nel 2026. La loro visita è stata anche un’occasione per scoprire le potenzialità del territorio bellunese, che li ha accolti con la praticità dei trasporti locali, la bellezza mozzafiato dei paesaggi e la cordialità delle persone.

Secondo la dottoressa Kim, che ha conseguito un master in Polonia e ha una passione per lo sviluppo del turismo sostenibile, eventi come questo dimostrano che la cultura vietnamita non è un bene esclusivo di una nazione, ma un dono da condividere. “Chiunque, anche con poche parole, può diventare un ambasciatore culturale,” ha dichiarato, sottolineando come le “recensioni invisibili” fatte di racconti ed esperienze autentiche siano il vero vantaggio competitivo nell’era della globalizzazione.

L’evento ha confermato che non è necessario andare lontano per conoscere il mondo. Belluno ha dimostrato di essere pronta a diventare un punto di riferimento per la cooperazione internazionale, offrendo alle imprese vietnamite un’accoglienza calorosa e l’opportunità di costruire un futuro di sviluppo e collaborazione. Questo è il primo passo: la cultura ha aperto la porta, e ora spetta alle imprese bellunesi cogliere il potenziale economico che si è manifestato.

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