Belluno – La notizia emersa nei giorni scorsi sulle colonne dei quotidiani locali ha riacceso il dibattito sul futuro della mobilità in provincia. Dopo le Olimpiadi Milano–Cortina 2026, la tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi–Calalzo potrebbe essere sospesa e sostituita da autobus. Un’ipotesi che, secondo Generazione Europa Liberali e Democratici Bellunesi (GEL), rappresenterebbe “un colpo mortale per il Cadore e per l’intero Bellunese”.
Il movimento politico sottolinea come la linea, pur con criticità e limiti strutturali, sia “l’ultimo legame su rotaia tra il Cadore e il resto del Veneto” e che la sua chiusura andrebbe a colpire non solo pendolari e turisti, ma l’intera visione di sviluppo della montagna.
“Per anni – si legge nella nota di GEL – si è parlato di rilancio della montagna, di sviluppo sostenibile e di infrastrutture moderne. Oggi il messaggio che arriva ai cittadini è opposto: investiamo per due settimane di Giochi, poi torniamo a isolarvi”.
Il gruppo politico individua responsabilità condivise tra RFI e Trenitalia, accusate di aver gestito la tratta come “un ramo secco”, e le istituzioni regionali e nazionali, ritenute incapaci di garantire un piano strategico per il post-2026.
Il timore è che la sostituzione con autobus comporti un aumento del traffico e dell’inquinamento lungo la statale 51 Alemagna , già satura nei periodi di alta stagione, con ripercussioni negative anche sul turismo sostenibile. “Mentre in Alto Adige e Trentino – affermano – si investe nel ferro, qui si torna alla gomma”.
“Chi pensa di spegnere questa linea subito dopo le Olimpiadi – conclude la nota – dovrà assumersi la responsabilità davanti ai cittadini del Cadore e dell’intera provincia. La montagna bellunese non è una solo il palcoscenico per le Olimpiadi, ma una comunità viva che merita collegamenti efficienti 365 giorni l’anno”.
