Feltre, 10 maggio 2025 – Con l’arrivo della primavera, riprendono le attività di censimento faunistico nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, a cura dei Carabinieri Forestali, in linea con il Piano Operativo 2025. Un’attività fondamentale, che prosegue da oltre trent’anni e che rappresenta uno dei pilastri scientifici nella gestione dell’area protetta.
L’attività di monitoraggio, svolta in stretta collaborazione con l’Ente Parco, ha come obiettivo lo studio e la tutela delle principali specie di fauna selvatica presenti nel territorio dolomitico. Si va dagli ungulati alpini, come cervo e camoscio, ai galliformi come il gallo forcello, il gallo cedrone e la coturnice, fino ad arrivare, in tempi più recenti, ai grandi predatori come il lupo.
I Nuclei Carabinieri “Parco”, oltre alla fondamentale funzione di vigilanza ambientale, svolgono un prezioso ruolo di supporto tecnico alle attività scientifiche promosse dall’Ente. Il monitoraggio viene effettuato durante tutto l’arco dell’anno, attraverso l’osservazione diretta della fauna lungo percorsi campione o mediante avvistamenti occasionali, supportati da strumenti avanzati come fototrappole e cannocchiali ad alto ingrandimento.
L’Arma Forestale coglie l’occasione per rivolgere alcune raccomandazioni a tutti gli escursionisti e amanti della montagna: è essenziale ricordare che, nei boschi, l’uomo è ospite, mentre gli animali selvatici vi risiedono stabilmente. Ogni comportamento inappropriato può compromettere l’equilibrio di questi delicati ecosistemi.
Un appello particolare viene rivolto a chi, durante le passeggiate, dovesse imbattersi in piccoli di cervo, capriolo o camoscio: questi cuccioli, spesso nascosti nell’erba alta mentre la madre è alla ricerca di cibo, non devono mai essere avvicinati né toccati. L’odore umano potrebbe infatti indurre la madre ad abbandonare il piccolo, compromettendone la sopravvivenza. In caso di ferite evidenti, è invece necessario contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112, fornendo le coordinate esatte del luogo.
Il censimento rappresenta uno strumento scientifico imprescindibile per la salvaguardia delle specie e per il mantenimento dell’equilibrio naturale del Parco. Un’attività silenziosa ma preziosa, che ci ricorda quanto sia importante convivere nel rispetto della natura che ci circonda.
