HomeCronaca/PoliticaLutto nel mondo: si è spento Papa Francesco, voce degli ultimi e...

Lutto nel mondo: si è spento Papa Francesco, voce degli ultimi e pontefice della Pace

Roma – Il mondo piange Papa Francesco, morto all’età di 88 anni dopo quasi dodici anni di pontificato. Jorge Mario Bergoglio, primo papa sudamericano della storia e primo gesuita a salire al soglio di Pietro, è stato un simbolo di umiltà, giustizia sociale e dialogo. Un pastore che ha camminato tra la gente, spesso controcorrente, sempre con lo sguardo rivolto agli ultimi.

Nato a Buenos Aires nel 1936 da una famiglia di emigrati piemontesi – il padre Mario, ragioniere e ferroviere; la madre Regina Sivori, casalinga e madre di cinque figli – il futuro Papa è cresciuto nel barrio Flores, quartiere popolare e multiculturale dove l’identità italiana era forte. Al 531 di calle Membrillar, tra i vicoli e i campetti di calcio, lo ricordava persino Alfredo Di Stefano: “Lo vedevo giocare con gli altri bambini”, raccontava la leggenda del calcio, sottolineando come quell’ambiente forgiò un giovane dallo spirito libero e popolare.

Dopo il diploma da perito chimico, la vocazione lo portò al seminario, e a soli 21 anni iniziò il noviziato presso la Compagnia di Gesù a Cordoba, accompagnato dai genitori in un lungo viaggio in autobus. Non furono anni facili: i gesuiti accoglievano molti rampolli dell’élite argentina, e il giovane Jorge sperimentò il peso di una solitudine alimentata da quella “psicologia da principi” che non ha mai smesso di criticare.

Francesco è stato un Papa capace di scuotere le coscienze. Il 17 novembre 2024 pronunciò parole che ancora oggi risuonano con forza: “Occorre indagare se a Gaza è in corso un genocidio”. Una dichiarazione potente, rimasta quasi ignorata dai leader politici internazionali, fatta eccezione per il governo israeliano che reagì con durezza. Il silenzio imbarazzante di molti – da Giorgia Meloni ad Antonio Tajani – fa oggi a pugni con gli elogi postumi. Quelli che ora lo incensano lo hanno spesso lasciato solo, quando con coraggio denunciava la violenza e l’orrore che si consuma a pochi chilometri da Roma.

Papa Francesco è stato un uomo di pace. E in un’epoca segnata da guerre, diseguaglianze e cinismo politico, questa forse è stata la sua eredità più grande.

“Oggi la commozione è grande per la comunità di Longarone. E anche per me. Il ricordo più intimo e più bello che ho del Papa è infatti legato al 60° del Vajont”.

Lo scrive in una nota il presidente della Provincia Roberto Padrin.

“A due momenti in particolare. La giornata in cui ha ricevuto in udienza la delegazione di superstiti e sopravvissuti, dando loro un messaggio di vita e di speranza ineguagliabile. E l’udienza privata in cui gli ho chiesto per la prima volta la possibilità di venire a Longarone, in visita al Cimitero di Fortogna, per il 60° del Vajont. È stato emozionante essere ricevuti in Vaticano, a gennaio 2024, a pochissimi mesi dalle celebrazioni del 60°. Anzi, proprio l’udienza del Papa è stata di fatto la conclusione dell’anniversario. E credo che una conclusione migliore non ci sarebbe mai potuta essere. Papa Francesco ha definito la comunità di sopravvissuti e superstiti «un’onda di vita». E ho letto una straordinaria comunanza di commozione tra gli occhi del Papa e gli occhi, perlopiù lucidi, dei miei concittadini, dei sopravvissuti, dei superstiti, di chi aveva perso tutto nel Vajont, tutto tranne la dignità e la speranza. Quell’udienza è stata forse l’esperienza più bella vissuta da sindaco di Longarone. Fin dal viaggio verso Roma, in treno con la comunità, portando quel pastorale in legno, scolpito da Mauro Olivotto, poi donato al pontefice come messaggio di speranza. Ho percepito una grandissima emozione anche nei miei concittadini e in tutte le persone che hanno potuto ascoltare il Papa e stringergli la mano, la trepidazione nel percorrere le stanze vaticane, nell’attesa dell’incontro… Credo davvero che in qualche modo il cerchio del Vajont si sia chiuso, perché le parole e l’incontro con Papa Francesco sono stati un balsamo dolcissimo versato sulle ferite di una comunità ancora addolorata, inevitabilmente immersa nel dolore di un disastro indicibile.
Prima ancora c’era stata quella domenica di settembre del 2022 quando venne celebrata la beatificazione di Papa Luciani. Anche quella è stata un’emozione fortissima, vedere l’effige del Beato Luciani sulla facciata della basilica, sentire un legame forte con il nostro territorio, tra un Papa bellunese e un Papa venuto “dalla fine del mondo”.
Ho incontrato Papa Francesco altre volte. Una come delegato delle Province d’Italia. Un’altra a pochi mesi da Vaia, quando la Provincia gli ha donato un calendario dell’Avvento scolpito in un tronco schiantato dalla tempesta. In entrambe le occasioni sono stato colpito dalla naturalezza con cui si interessava delle cose. Mi ha chiesto come era stata la tempesta Vaia e poi aveva chiesto all’artista come aveva fatto a scolpire il tronco. Una curiosità di un uomo che sapeva unire la semplicità alla grandezza del messaggio di cui era portatore”.

Viviana Fusaro, sindaco di Feltre

L’Amministrazione comunale di Feltre esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco, una figura di riferimento non solo per la comunità cristiana mondiale, ma per l’intera umanità.

Il Santo Padre, con il suo pontificato, ha saputo parlare al cuore di credenti e non credenti, promuovendo instancabilmente valori universali quali la pace, la giustizia sociale, la tutela degli ultimi e delle minoranze oltre che portare attenzione ai temi dell’ambiente. La sua voce, sempre ferma e limpida, ha rappresentato una guida morale in anni difficili e complessi che ancora oggi stiamo attraversando a livello globale e nazionale.

«In questo momento di dolore condiviso – dichiara il Sindaco di Feltre Viviana Fusaro – ci stringiamo idealmente a tutti coloro che nel Papa hanno trovato conforto, ispirazione, speranza. La sua testimonianza, improntata all’umiltà, all’ascolto e alla fratellanza, rimane patrimonio di tutti, al di là delle fedi e delle convinzioni personali. Sentiamo il dovere civico e umano di onorare una vita spesa al servizio degli altri».

In segno di lutto, il Comune disporrà l’esposizione a mezz’asta delle bandiere sugli edifici pubblici e invita tutta la cittadinanza a un momento di silenzio e riflessione o preghiera.

La Città di Feltre si unisce al cordoglio globale per la perdita di un uomo che ha fatto della misericordia e del dialogo la sua missione quotidiana.

 

Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto

Venezia, 21 aprile 2025 – Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha adottato in data odierna il decreto con cui viene proclamato il lutto regionale per la scomparsa di Papa Francesco.

In segno di cordoglio, è stata disposta l’esposizione a mezz’asta della bandiera della Regione del Veneto in tutte le sedi istituzionali centrali e periferiche, nonché presso gli Enti strumentali regionali.

“Con profondo rispetto e riconoscenza – dichiara il Presidente Zaia – il Veneto si unisce al dolore del mondo per la perdita di una figura straordinaria, punto di riferimento spirituale e morale.”

 

- Advertisement - Roberto Denart
- Visite -

Pausa caffè

Sport & tempo libero

Bimbimbici 2026, grande partecipazione alla 25ª edizione di domenica

Belluno, 18 maggio 2026 - Oltre 250 bambine e bambini, insieme a famiglie, nonni, amici e amiche, hanno partecipato alla 25ª edizione di Bimbimbici,...