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Export in calo per Treviso e Belluno nel 2024. Presidente Pozza: “Per Belluno la flessione è più pronunciata (-4,9%), confermando una tendenza già osservata”

Mario Pozza – Presidente Camera di Commercio Treviso/Belluno/Dolomiti

Per Treviso il calo tendenziale è del -1,7% (-270 milioni), pesa, come atteso, la flessione verso la Germania (-8,5%, quasi -200 milioni). In aumento l’export verso gli USA (+5,1%)

In calo soprattutto il sistema moda e il comparto automotive. Tengono i macchinari

Flessione del -1,7% per Treviso, penalizzata dalla Germania. A Belluno pesa la contrazione dell’occhialeria (-4,9%)

Treviso, 22 marzo 2025 – Il 2024 si chiude con un calo dell’export per le province di Treviso e Belluno. Secondo i dati sull’interscambio con l’estero, Treviso registra una flessione del -1,7% rispetto all’anno precedente, con una perdita di circa 270 milioni di euro. Particolarmente incisiva la contrazione delle esportazioni verso la Germania (-8,5%, pari a quasi 200 milioni di euro in meno). In crescita, invece, il mercato statunitense (+5,1%). Tra i settori in sofferenza spiccano il sistema moda e il comparto automotive, mentre il settore dei macchinari mantiene una buona stabilità.

A Belluno il calo è ancora più marcato: -4,9% su base annua, attribuibile principalmente alla flessione del settore occhialeria, che da solo rappresenta il 75,2% dell’export provinciale.

Il commento del Presidente Pozza

“Nell’anno 2024 l’export trevigiano segna un lieve calo del -1,7%, in linea con la tendenza regionale (-1,8%) – dichiara Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti –. Per Belluno, invece, la flessione è più pronunciata (-4,9%), confermando una tendenza già osservata.”

Pozza evidenzia le differenze settoriali dell’export trevigiano: “A fronte del calo della moda, della componentistica automotive e della carpenteria metallica, si registra un buon andamento per l’alimentare e le bevande, con il Prosecco in forte crescita sul mercato statunitense (+20,0%).”

Per Belluno, l’export risente del rallentamento dell’occhialeria e, in misura minore, dei macchinari (-19,2%). In controtendenza positiva, invece, il comparto elettronica/apparecchi medicali (+7,8%).

Germania e Stati Uniti: mercati chiave tra opportunità e rischi

La crisi della Germania incide pesantemente sulle esportazioni trevigiane: -8,5% rispetto al 2023, con un valore complessivo che supera comunque i 2 miliardi di euro, confermandosi come il principale mercato di riferimento. Anche Belluno vede un calo dell’export verso la Germania (-4,6%), che si attesta a 450 milioni di euro.

Sul fronte opposto, il mercato statunitense si conferma strategico. Per Treviso gli USA rappresentano il terzo partner commerciale con quasi 1,4 miliardi di export, trainato da bevande, macchinari, mobili, articoli sportivi ed elettrodomestici. Per Belluno, invece, il settore dominante è l’occhialeria, che però ha subito una contrazione del -25,4%, probabilmente anche a causa di processi di riorganizzazione delle filiere globali.

“I dati confermano il ruolo cruciale dei mercati tedesco e statunitense per l’export delle nostre imprese – sottolinea Pozza –. Tuttavia, l’attuale scenario economico impone una maggiore diversificazione.”

Strategie per il futuro: diversificazione e nuovi mercati

La Camera di Commercio punta a supportare le imprese nella ricerca di nuove opportunità di business. “A fine gennaio abbiamo organizzato a Treviso un evento dedicato ai mercati emergenti come Vietnam, Emirati Arabi Uniti, Mozambico, Bulgaria e Colombia, senza dimenticare quelli consolidati come New York” – ricorda Pozza.

Inoltre, a ottobre Treviso ospiterà il Forum PYMES, con delegati da 20 Paesi dell’America Latina e Centro America, offrendo alle imprese locali l’opportunità di incontri B2B e B2C con focus su Messico, Argentina, Cile, Brasile, Uruguay e Colombia.

Belluno: flessione dell’export, ma cresce l’import

Il valore dell’export bellunese nel 2024 si attesta a 3,8 miliardi di euro, con una contrazione del -4,9%. La flessione più marcata riguarda gli Stati Uniti (-296 milioni, -25,4%), mentre in controtendenza positiva si registrano aumenti verso Spagna (+8,6%), Paesi Bassi e Polonia (in ambito UE) e Regno Unito, Messico ed Emirati Arabi (extra UE).

Senza il contributo dell’occhialeria, il calo complessivo dell’export sarebbe stato ancora più pronunciato (-8,7%). In forte difficoltà anche il settore dei macchinari (-19,2%).

Dall’altro lato, l’import cresce del +20,1%, superando 1,3 miliardi di euro. Un incremento trainato dagli acquisti di prodotti legati all’occhialeria, che passano da 341 a quasi 525 milioni di euro.

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