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Spopolamento della montagna: “Servono attenzione e risorse anche all’area prealpina” Belluno Alpina denuncia l’assenza di fondi: “Scelta politica?”

Gimmy Dal Farra – Presidente Belluno Alpina

Il fenomeno dello spopolamento della montagna non è una novità, ma la situazione del comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel sta diventando sempre più critica. A denunciarlo è Gimmy Dal Farra, presidente dell’associazione Belluno Alpina, che sottolinea come questa area prealpina non possa beneficiare né dei Fondi dei Comuni Confinanti né dello status di area interna, riservato invece a zone come l’Agordino, l’Alpago e lo Zoldano.

“Siamo in difficoltà e senza possibilità di accedere a risorse: lo spopolamento dell’area prealpina è quindi una scelta politica?”

Una domanda provocatoria, quella posta dall’associazione, che evidenzia come la mancanza di politiche mirate e di fondi adeguati stia accelerando l’abbandono del territorio. Servono azioni concrete, ma soprattutto investimenti mirati.

Attesa per la Legge sulla Montagna, ma i fondi sono insufficienti
Da Belluno Alpina puntano il dito contro l’inerzia delle istituzioni:

“Il tema dello spopolamento e della concorrenza sleale del Trentino-Alto Adige non è certo nuovo, ma ciò che preoccupa è l’assenza di interventi concreti. Si parla da anni della Legge sulla Montagna, ma lo stanziamento previsto non è sufficiente per tutti i territori montani nazionali.”

Nel frattempo, le conseguenze della crisi si fanno sentire. L’associazione ricorda il progetto “Ronce 2020”, un piano anti-spopolamento presentato anni fa e ancora in attesa di finanziamenti. E mentre i fondi non arrivano, chiudono le attività: bar, negozi e punti di aggregazione scompaiono, lasciando le comunità senza luoghi di ritrovo e privando il territorio di opportunità economiche e lavorative.

“Se non si investe in servizi e socialità, le persone se ne vanno. Le case si svuotano, i boschi avanzano, il territorio viene abbandonato. È un fenomeno che si può e si deve contrastare con una visione ampia e risorse certe.”

La richiesta è chiara: servono politiche concrete, un sostegno economico adeguato e una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Solo così si potrà evitare che lo spopolamento della montagna diventi un destino irreversibile.

- Advertisement - Roberto Denart
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