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Galline agonizzanti e lavoro nero: un allevamento veneto sanzionato dopo l’inchiesta di Essere Animali

Milano, 17 marzo 2025 – Carcasse in decomposizione, animali malati e irregolarità nel carico verso il macello: è quanto documentato dall’associazione Essere Animali in un allevamento in provincia di Venezia, dove 60.000 galline vengono allevate in gabbia per la produzione di uova. Le immagini raccolte tra dicembre 2023 e febbraio 2024 da un investigatore sotto copertura evidenziano gravi violazioni delle norme sul benessere animale e condizioni igienico-sanitarie preoccupanti. A seguito della denuncia, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Venezia hanno effettuato un sopralluogo, accertando anche la presenza di lavoratori in nero e il mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.

Galline in gabbia: condizioni di allevamento estreme

Le riprese diffuse oggi da Essere Animali mostrano la realtà dell’allevamento in gabbia, una pratica che ancora riguarda il 35% delle galline ovaiole in Italia. Gli animali appaiono visibilmente sofferenti: molte galline sono prive di piumaggio a causa dello sfregamento contro le reti metalliche e delle beccate aggressive dovute allo stress e al sovraffollamento.

In alcune immagini si notano carcasse lasciate tra gli animali vivi, con episodi di cannibalismo e uova deposte sopra i cadaveri. Viene documentato anche il caso di una gallina agonizzante, per cui non è stato effettuato un abbattimento di emergenza per porre fine alle sofferenze. Un altro video mostra una gallina morta folgorata da un filo elettrico posto lungo la gabbia, installato per impedire agli animali di beccare le uova trasportate dal nastro trasportatore.

Tra le immagini più scioccanti, la ripresa dell’uccisione scorretta di una gallina malata, che non perde conoscenza immediatamente, subendo così inutili sofferenze. Viene inoltre documentato un caso di “wry neck”, un disturbo neurologico che impedisce all’animale di nutrirsi e bere correttamente, senza che venga fornita alcuna assistenza.

Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), l’allevamento in gabbia compromette il benessere degli animali, impedendo loro di esprimere comportamenti naturali e aumentando i livelli di stress. Inoltre, studi recenti indicano che il rischio di infezione da Salmonella è inferiore negli allevamenti senza gabbie.

Carico violento e rischio fratture: galline lanciate nelle gabbie di trasporto

Le violazioni proseguono anche durante il carico degli animali destinati al macello. I video mostrano galline afferrate con brutalità, spesso per un’ala sola, spinte e lanciate all’interno delle gabbie di trasporto. Questa pratica espone le galline, già fragili a causa dell’osteoporosi diffusa tra le ovaiole in gabbia, a un altissimo rischio di fratture.

Le operazioni dovrebbero avvenire con attenzione, sollevando le galline con due mani sotto il petto per evitare traumi. Inoltre, per ridurre lo stress, il carico andrebbe effettuato di notte o all’alba, quando gli animali sono più calmi. Nell’allevamento veneto, invece, le immagini mostrano operatori che compiono queste operazioni in pieno giorno, aumentando il rischio di lesioni.

Sanzioni per lavoro nero e proteste dei residenti

Grazie alla segnalazione di Essere Animali, i Carabinieri del NIL di Venezia sono intervenuti a febbraio 2024, sanzionando la cooperativa responsabile del carico per impiego di manodopera irregolare e l’azienda per violazioni delle norme di sicurezza.

Secondo le testimonianze raccolte dall’investigatore sotto copertura, la sindaca del comune in cui si trova l’allevamento avrebbe avvertito l’allevatore delle lamentele dei cittadini per gli odori nauseabondi e la massiccia presenza di mosche nella zona.

Un futuro senza gabbie: l’appello di Essere Animali

Chiara Caprio, responsabile delle relazioni istituzionali di Essere Animali, commenta: «Le immagini raccolte in tre mesi dimostrano come l’allevamento in gabbia sia sinonimo di sofferenza e incuria. Nove italiani su dieci sono contrari a questa pratica, ma in Italia milioni di animali ne sono ancora vittime.»

L’associazione è tra i promotori della campagna End the Cage Age, che chiede l’abolizione delle gabbie in tutta Europa. «Slovenia, Germania e altri paesi hanno già intrapreso questo percorso. L’Italia dovrebbe seguire l’esempio e incentivare gli allevatori che vogliono adottare sistemi più etici, in linea con la sensibilità dei consumatori», conclude Caprio.

Nel 2024, per la prima volta, l’Unione Europea ha nominato un Commissario per il Benessere Animale. Olivér Várhelyi ha confermato che entro il 2026 verranno presentate nuove proposte di revisione della normativa UE sugli allevamenti in gabbia.

Mentre l’Europa discute il futuro dell’allevamento, le immagini di Essere Animali riaccendono il dibattito su una pratica che molti vorrebbero vedere vietata al più presto.

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