Le recenti visite del Presidente ungherese Orban, attuale presidente di turno del Consiglio UE, in Ucraina e Russia, pur con lo strascico di contrarietà e distinguo da parte del direttivo della UE, hanno avuto il merito di riproporre, dopo due anni, la strada del dialogo, pur se con valutazioni opinabili. L’ultimo a provarci fu Macron, ma con risultati nulli. Il dialogo è sempre costruttivo, perché cerca di smussare posizioni ormai trasformatesi in macigni inespugnabili.
Alcuni politici lungimiranti lo avevano proposto nel corso della guerra, ma erano stati considerati alla stregua di ingenui visionari. Anche Francesco Chiamulera, che i Bellunesi conoscono per la sua annuale manifestazione a Cortina “Una Montagna di Libri”, lo scorso 16 giugno affermava sul “Corriere della Sera”:”…Alto Adige,…che periodicamente qualche politico ingenuo propone come modello per il Donbass…”.
Nel mio piccolo, il 4 luglio 2022 scrissi ad Arnold Kompatscher, Landeshauptmann (Governatore) dell’Alto Adige/Südtirol, a proposito del conflitto da poco scoppiato, pregandolo di esporre alle parti belligeranti il modello dell’Autonomia consolidatasi da decenni in A.A. che garantisce la civile convivenza di più etnie (Tedeschi, Italiani, Ladini).
Kompatscher, tramite il direttore del Center for Autonomy Experience a Bolzano/Bozen, Marc Roggia, mi rispose che “…la nostra Autonomia [può] dare esempio ad altri territori e perciò il nostro obiettivo è quello di condividere l’esperienza…trasmettendo in nostro know-how”. E ancora: “collaboriamo con partener del mondo della politica e della ricerca e abbiamo anche contatti in Ucraina”. Naturalmente Kompatscher non si proponeva come diretto organizzatore di incontri.
Ma, in altre occasioni e contesti, così si sono espressi storici e commentatori ben più autorevoli del sottoscritto, certamente non ingenui.
Oltretutto, Ucraina ed A.A./Südtirol hanno parecchi contesti in comune: un tempo Mussolini in Italia, ora Putin in Russia, migrazioni forzate di popolazioni, forzature etniche, traduzioni obbligate di toponomastica, attentati con morti, scontri armati, ecc.
Quindi, a mio modesto avviso, la proposta dovrebbe invece essere fatta propria a livello governativo e addirittura internazionale.
La Pace deve essere ricercata con ogni mezzo. L’alternativa sarebbe spaventosa.
Tomaso Pettazzi
