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giovedì, Luglio 18, 2024
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Diga del Vanoi. Bard: no chiaro dei territori montani al progetto

«I territori montani delle province di Trento e Belluno sono contrari alla
realizzazione della diga del Vanoi: consorzi, Governo e Regione ne tengano
conto e ascoltino la voce unanime delle popolazioni locali»: così il movimento
Belluno Autonoma Regione Dolomiti ribadisce la sua netta contrarietà al
progetto del bacino idrico tra Trentino e Bellunese.

«La conclusione della progettazione della diga del Vanoi va contro la volontà
delle popolazioni delle province e dei territori di Trento e Belluno, già espressa
chiaramente anche con atti formali. Il proseguire su questa strada va quindi
riconsiderato da parte dei consorzi di bonifica e questa posizione va tenuta in
debita considerazione dal Governo e dagli enti interessati: i rappresentanti
politici locali devono portare a Roma e Venezia la contrarietà dei territori ad
un’operazione che si rivela a solo vantaggio dell’inefficiente agricoltura della
pianura veneta».

Proprio il tema irriguo e del valore della risorsa idrica montana sono temi da
sempre sotto la lente del movimento autonomista: «Si continua a non parlare del
fatto che l’acqua viene praticamente regalata alla pianura ed è considerata bene
primario a costo zero dai consorzi irrigui: questo non è più possibile. Il valore del
bene acqua va riconsiderato e vanno equamente remunerate le popolazioni di
montagna che devono subire lo sfruttamento dei bacini a scopo irriguo:
pensiamo ad esempio ai perenni casi dei laghi bellunesi il cui livello si alza e si
abbassa a seconda degli umori della pianura, rendendo impossibile la
pianificazione e la crescita turistica di queste aree. Questi fatti confermano l’idea
che la montagna debba potersi governare in maniera autonoma dalla pianura e
che debba unire le forze contro le richieste provenienti dalle economie estranee
al fragile territorio alpino. La montagna bellunese non può continuare ad essere
governata dalla pianura veneta e, piuttosto, vanno costruite sinergie con i
contermini territori dolomitici: lampante è la differenza di posizioni – o di “non
posizione” – tra Trento e Venezia su questa questione».

Autogoverno del territorio alpino e dolomitico quindi come elemento
indispensabile per la tutela delle risorse e delle popolazioni: «Chiediamo al
presidente della Regione Luca Zaia che, nelle more della costruenda autonomia
differenziata per la quale si è già giustamente attivato, sia predisposta con
urgenza anche la tematica del trasferimento di competenze e risorse alla
Provincia di Belluno».​

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