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Guerra alla Pace. Franco Fracassi all’auditorium di Agordo

Franco Fracassi, giornalista, scrittore

Agordo, 1° giugno 2024 – Auditorium “Monsignor Vincenzo Savio – Guerra alla Pace – Franco Fracassi racconta – Evento organizzato dall’Associazione ContiamoCi

In una sala traboccante di pubblico, che in silenzio ha ascoltato il racconto delle sue cronache di giornalista “free lance” nel nostro mondo (a parte gli applausi a scena aperta) Franco Fracassi ha cominciato ricordando che la libertà di parola, orale o scritta, non esprime compiutamente il concetto di libertà e di democrazia: dobbiamo aggiungere a questa la libertà di essere ascoltati e letti, per cui possiamo dire che nel nostro Paese la democrazia esiste.

Ne fa fede la sua vistosissima produzione libraria: 20 volumi sciorinati su di un ampio tavolo in aggiunta ai quali una serie di 12 volumi, della raccolta ” Nei Secoli Brevi”, racconta la storia, i grandi eventi, le analisi tematiche e storiografiche dal 1900 al 2019. Di questa raccolta gli ultimi 7 volumi sono in corso di pubblicazione e verranno resi disponibili entro il corrente anno.

Il tema della serata riguardava la guerra tra Israele e Palestina; perché si combattono e perché si trama per far saltare ogni accordo. Tema che il nostro oratore ha ampiamente esposto nel suo recente libro “Guerra alla Pace”.

Nel suo racconto Franco Fracassi ci ha portato alcuni esempi dei rapporti che si sono instaurati da anni tra le due popolazioni costrette a vivere in quella piccola lingua di terra e che illustrano la totale sopraffazione israeliana sui palestinesi, con particolari incredibili in un sistema che dovrebbe almeno prevedere il rispetto della vita e dei più elementari diritti civili.

E questa storia, nella sua assoluta drammaticità, rientra nella logica più ampia della politica internazionale nella quale gli Stati Uniti perseguono senza deflettere la loro dichiarata volontà di dominare il mondo con la forza delle armi e con ogni genere di intrighi, appunto senza alcun rispetto della vita e dei più elementari diritti civili delle popolazioni che trovano sulla loro strada.

In questo senso il racconto di Fracassi va perfettamente d’accordo col recente libro del “matematico impertinente” Piergiorgio Odifreddi “C’è del marcio in Occidente” nel quale si evidenziano le reali responsabilità nella guerra in Ucraina. In accordo anche con lo storico americano Benjamin Abelow che smonta definitivamente la narrazione occidentale volta a demonizzare il leader del Cremlino.

Diceva Henry Kissinger che essere nemico degli Stati Uniti può essere pericoloso, ma esserne amici è fatale. Una fatalità che nell’Europa odierna consiste nel suicidio economico impostole dagli Stati Uniti e culminato con la guerra in Ucraina, ma preparato e istigato da lungo tempo, dice il sociologo Pino Arlacchi, già membro del Consiglio Europeo.

E tutto ciò che rapporto può avere col concetto di democrazia e della nostra libertà di esprimerci e di essere ascoltati se i soggetti, che guidano le nostre sorti e quelle del pianeta sul quale viviamo, agiscono ad un livello superiore e inarrivabile, nel quale le decisioni vengono prese del tutto arbitrariamente rispetto alle promesse e in genere contro le regole della comunità civile e dei diritti umani, codificati, sempre citati e mai rispettati?

E se purtroppo è vero che “finché c’è guerra c’è speranza”, come diceva Alberto Sordi, chi ci salverà in questo piccolo e unico mondo da noi stessi?

La risposta è desolante.

Franco Fracassi conclude il suo intervento dopo circa 150 minuti, senza alcuna illustrazione, in massima semplicità, col fascino di una parola che rappresenta una vita vissuta nel dissenso e nella ricerca della verità. Lo conclude invitandoci a considerare l’importanza dei libri per ricordare, ritrovare, meditare e approfondire gli elementi importanti della nostra informazione per la nostra vita.

Filiberto Dal Molin

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