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giovedì, Giugno 13, 2024
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Legacy olimpica. Padrin: «La Provincia non ha votato nulla. Prima vanno chiariti i dubbi di natura giuridica»

Roberto Padrin, presidente della Provincia

«La Provincia di Belluno non ha votato l’accordo per la Legacy olimpica e non ha intenzione di farlo se non dopo aver analizzato a fondo il documento. In ogni caso, non con questa formulazione, non prima di aver chiarito tutti i dubbi di natura giuridica, e soprattutto non prima di aver sentito il territorio. Per questo convocheremo un’assemblea con tutti i sindaci».

È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, in merito all’accordo di Legacy sottoposto all’ente.

«Sono diversi i dubbi, di natura tecnica e giuridica. Intanto, la bozza di accordo non specifica cifre e lascia in sospeso diverse questioni, a partire da quella dell’utilizzo dei Fondi di confine a cominciare dal ciclo di programmazione del 2027. Nel testo infatti l’unico obbligo della Provincia di Belluno è quello a cooperare alla valorizzazione dello Sliding Centre dopo le Olimpiadi, senza nessun impegno di tipo economico. Tocca invece alle Province autonome di Trento e Bolzano sostenere le spese – che non vengono quantificate – nell’ambito del Fondo Comuni confinanti. Ma il Fondo è alimentato dalle due Province, mentre la gestione è affidata al Comitato paritetico, con il cui presidente siamo in stretto contatto, per capire l’intera faccenda. Poi si fa riferimento in senso molto lato a un impiego per spesa corrente e non per spesa d’investimento quale è sempre stato finora, per cui viene il dubbio che giuridicamente non sia neanche possibile.

Prima di usare i Fondi per la gestione post-olimpica delle opere sportive, non è forse necessario modificare la legge di funzionamento del fondo stesso?

È uno dei punti interrogativi di natura squisitamente tecnica che restano sul campo e che abbiamo intenzione di chiarire a fondo: bisogna sapere se si possono usare i Fondi per spesa corrente in maniera stabile e strutturata, che è proprio quanto i sindaci e il territorio chiedono da diversi anni, così da garantire servizi utili, efficienti ed efficaci ai nostri cittadini. Allo stato attuale, senza risposte precise, l’accordo non è neanche considerabile. È il motivo per cui la bozza di accordo è stata discussa internamente al consiglio provinciale ed è stata rinviata ad approfondimenti e analisi. Approfondimenti e analisi che richiedono tempo e pareri tecnici. Lo sa bene chi ha avuto fino a poco tempo fa la delega a livello provinciale ai Fondi Comuni confinanti. Ed è per questo che trovo inaccettabili i processi alle intenzioni arrivati in questi giorni da parte di qualcuno».

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