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Italia Nostra: la riqualificazione di via Feltre compromette la sicurezza e la salute dei cittadini

La sezione di Belluno di Italia Nostra ritorna sul progetto di riqualificazione urbana di via Feltre, dopo l’incontro con il Sindaco di Belluno avvenuto il giorno mercoledì 15 aprile scorso.

Spiace constatare che i dati e le argomentazioni esposte in quella sede non abbiano modificato la posizione del Sindaco che ha confermato da parte sua la bontà del progetto in corso di esecuzione, non accettando nemmeno le proposte migliorative avanzate dall’Associazione.
In quella sede, di fronte alla tavola di progetto presentata estesamente dal Sindaco, l’Associazione ha contestato che gli obiettivi definiti dall’Amministrazione non possano essere raggiunti con questo intervento: la sicurezza dei cittadini non è affatto garantita, in primis perché la nuova viabilità ciclo-pedonale risulta un corridoio di dimensioni ridottissime, difficilmente usufruibile e molto pericoloso per la compresenza di ciclisti nelle due direzioni insieme ai pedoni; perdipiù le misure definite non rispettano le previsioni minime da codice della strada, che in ogni caso non possono scendere sotto i 3,75 mt. Molto grave che non sia stato considerato il fatto che questo asse viario è un collegamento storico (risalente almeno al 1883) tra via Cavour, via Garibaldi e via Concetto Marchesi – dove attualmente sono ubicate importanti scuole superiori e medie del capoluogo – ma la tavola in oggetto rafforza la nostra opinione in merito al fatto che per nulla si voglia incentivare la mobilità dolce. Inoltre, la ciclopedonale non è collegata con il centro città, nemmeno nell’intersezione con via Carducci, che collega piazzale Marconi alla Stazione. Il riassetto amplia le aree di parcheggio e mette ancora una volta al centro l’automobile: scelta incomprensibile non ultimo perché già esiste un’area comunale di parcheggio ben definita ma non utilizzata appieno, che potrebbe essere invece potenziata con la scelta coraggiosa di ridurre gli spostamenti dei veicoli nelle e dalle aree laterali.

L’Associazione ha ribadito che per ovviare al dissesto del marciapiede non è necessaria la rimozione indiscriminata delle piante; ci sono esempi virtuosi, anche nelle vicinanze della città di Belluno, di rinnovo della pavimentazione con soluzione tecniche in grado di conciliare le esigenze degli esseri viventi quali sono gli alberi e la piena fruizione degli spazi di calpestio pubblico. A proposito del viale alberato, a riscontro dell’affermazione del Sindaco di avere a cuore la salute dei cittadini, l’Associazione ha osservato per l’ennesima volta che tale preoccupazione non può tradursi nell’abbattimento di un intero viale alberato di tigli che, come la scienza afferma in maniera incontrovertibile, è una struttura ecosistemica in grado di abbattere gli inquinanti gassosi, sequestrare tonnellate di CO2 (ben tre all’anno per ogni esemplare adulto), assorbire il rumore, contrastare le isole di calore di cui le nostre estati sono sempre più cariche. Oltre a creare un paesaggio insostituibile.

L’Associazione inoltre ha fatto notare che l’abbattimento è stato effettuato senza le obbligatorie perizie agronomiche che sono per legge necessarie per stabilire il grado di eventuale pericolosità di un esemplare; dalla documentazione ricevuta tramite accesso agli atti viene spacciata per perizia tecnico-agronomica la Relazione che accompagna il recente Censimento del Verde urbano, per cui contestiamo l’affermazione di una generica sofferenza che non ha alcuna misura tecnica. Invece, dai rilievi visuali e fotografici delle ceppaie, che sono state adeguatamente catalogate dai cittadini, i 69 tigli abbattuti risultano integri nel momento del taglio.

Per questi ulteriori elementi, a valle dell’incontro con il Sindaco, l’Associazione ribadisce la mancanza di trasparenza riguardo alla pubblicazione e alla reperibilità degli atti all’Albo Pretorio, la carenza di valutazione dal momento che non risulta pubblicata alcuna documentazione che attesti la verifica degli standard urbanistici.

Il Consiglio Direttivo di Italia Nostra
Sezione di Belluno
Belluno, 20 aprile 2026

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