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mercoledì, Maggio 29, 2024
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Le risposte alla pandemia: è giunto il momento di oltrepassare la censura

Diamo esempio di alcune delle moltissime risposte all’inganno e alla violenza imposte con la gestione del Covid da parte delle autorità politiche e scientifiche coordinate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
Si tratta di singoli medici e dell’Istituto Mario Negri in collaborazione con altri Istituti scientifici italiani.
Inoltre invitiamo tutti a vedere i due film di Paolo Cassina sulle conseguenze drammatiche delle vaccinazioni: “Invisibili” e “Non è andato tutto bene”.
La prima risposta di coloro che hanno espresso dissenso per tutto ciò che ha caratterizzato ufficialmente il periodo pandemico è stata la denuncia per l’inosservanza di un principio democratico fondamentale: il rispetto per le minoranze, il diritto di esprimere le proprie opinioni, il confronto dialettico e scientifico.
Sappiamo che in tempi brevissimi, col supporto di stampa e TV, abbiamo avuto la categoria dei no-vax su cui riversare disprezzo e odio; e ciò è avvenuto anche dopo che sono risultate corrette le loro ragioni: i vaccini non eliminano il contagio, non sono vaccini, sono farmaci non correttamente sperimentati, sono anzi dannosi, sono causa di morti improvvise e di gravi patologie cardiache.
Il dissenso egualmente in tutti i paesi interessati alla pandemia ha prodotto dichiarazioni scientifiche e dimostrazioni cliniche inoppugnabili ed è sempre avvenuto che il pensiero medico ufficiale le ignorasse senza proporre mai alternative diagnostiche o un confronto scientifico a parità di condizioni.

La dott.ssa Silvana de Mari nel settembre 2021 è stata sospesa (e nel 2023 radiata) dall’Ordine dei Medici di Torino insieme ad altri 94 medici per essersi rifiutata di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid e perché ha sconsigliato di usare farmaci di cui non si conoscono gli effetti a distanza.

La dott.ssa Barbara Balanzoni radiata dall’Ordine di Venezia per il totale rigetto di tutta la gestione pandemica, dalla campagna vaccinale all’impiego del green-pass, conducendo una campagna di aggressione verbale contro colleghi, ospedali, il ministero e lo stesso Ordine. Si è laureata nel 1999 e specializzata in Anestesia e Rianimazione a Verona nel 2004. E’ stata anche medico militare. Ha dichiarato: “non seguo l’Ordine di Venezia, solo il giuramento di Ippocrate e continuerò a seguire questa strada”
Farà ricorso alla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, fino alla Cassazione.

Il dott. Dario Miedico, medico legale, sanzionato nel 2017 dall’Ordine dei medici di Milano e poi radiato ufficialmente nel 2021 per aver avvertito i Pazienti dei pericoli delle vaccinazioni. Provvedimento confermato dalla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. Ha fatto ricorso in Cassazione e ha vinto.

Il sottoscritto dott. Filiberto Dal Molin radiologo e Direttore Sanitario di un istituto privato clinico, radiologico e fisiokinesiterapico a Belluno, è stato minacciato di sospensione dall’albo dell’Ordine dei Medici di Belluno per aver dichiarato pubblicamente di essere contrario agli obblighi vaccinali per i pericoli intrinseci di un farmaco sperimentale, impropriamente definito vaccino, e di cui non erano note le modalità di sperimentazione adottate dalle industrie del farmaco. Il presidente dell’Ordine ha dichiarato che la sospensione sarebbe stata inevitabile se si fosse rifiutato di vaccinarsi, anche se avesse svolto la propria attività di refertazione a casa propria, e malgrado il dr. FDM avesse fatto notare che il vaccino adottato in quel momento era mirato ad una variante del virus già inattivata e superata da una nuova variante, di cui non era ancora disponibile il relativo vaccino.
Per non essere costretto a chiudere l’attività dell’Istituto e dei 60 medici che ci lavoravano il dott. FDM ha accettato di vaccinarsi e in successive lettere indirizzate all’Ordine ha chiesto le dimissioni del presidente.

Il prof Angus Dalgleish, professore e direttore del Dipartimento di Oncologia presso l’Istituto di Ricerca di Malattie infettive e immunitarie della St George’s University of London, dice che i richiami di mRNA contro il Covid, che non sono vaccini, dovrebbero essere completamente vietati, se non per le terapie geniche. Le molecole di mRNA perdurano per periodi di tempo indefinito con produzione incontrollata di proteina spike, la quale inibisce l’attività dei geni soppressori dei tumori da cui lo sviluppo “turbo” degli stessi tumori.
Egli rileva che dopo la terza dose si è registrato un forte aumento della incidenza di linfomi, leucemie e tumori renali, ma soprattutto si sono dimostrate frequentissime le recidive di cancri. Da colleghi australiani e americani ha avuto conferma di metastasi epatiche esplosive di tumori del colon-retto.
Egli ha spiegato che i fattori causali possono essere la soppressione delle cellule T oppure l’integrazione del plasmide del DNA e dell’SV40; oppure il legame che si costituisce tra la proteina spike dell’mRNA e il gene p53 e altri geni soppressori del cancro. Il prof. conclude che “tutti i vaccini a mRNA devono essere fermati e vietati immediatamente”
In merito si consiglia la lettura del libro:
Paolo Bernard, Steven Quay, Angus Dalgleish: L’origine del virus. Chiare lettere 2021.

L’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri in collaborazione con l’Istituto di tecnologie biomediche del CNR, con l’Azienda Ospedaliera Senese e con la Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di Foggia ha confermato che la risposta anticorpale alle inoculazioni Pfizer-Biontech e Astrazeneca dipende dall’assetto genetico dei singoli e quindi può essere più o meno efficace. Per tale motivo quei preparati non potevano essere obbligatori, come aveva imposto il ministro della Salute Speranza.
Naturalmente c’è da chiedersi quale fosse la preparazione scientifica dell’AIFA, del CTS e del “virologo” Roberto Burioni su tutti.

LA RISPOSTA
Ora manca la risposta fondamentale per chiudere questo tragico capitolo della storia del nostro mondo.
Dobbiamo impedire che l’OMS, guidato da privati, si impadronisca della gestione della Sanità dei singoli Stati prolungando all’infinito pandemie e vaccinazioni secondo lo stile adottato in questi ultimi 4 anni.
Dal 27 al 31 maggio, quindi alla fine di questo mese, ci saranno le votazioni cui sono chiamati i 194 Paesi membri dell’OMS che devono esprimersi se accettare o meno di concedere la gestione della propria Sanità alla OMS.
La risposta deve essere NO.
Su questo argomento, di fondamentale importanza, possono essere di guida le dichiarazioni e i comunicati della “Commissione Medico Scientifica indipendente” che è stata ospitata a Belluno in un Convegno organizzato allo scopo in data 23 marzo 2024, e più recentemente a Roma nella sede del Parlamento in data 19 aprile 2024.
Riparleremo di questo.

Dott. Filiberto Dal Molin

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