13.9 C
Belluno
martedì, Maggio 21, 2024
HomeArte, Cultura, SpettacoliAppuntamentiVoci di donna 2024. La rassegna apre con il libro “Omicidio di...

Voci di donna 2024. La rassegna apre con il libro “Omicidio di Emma Canton” di Roberto De Nart. Martedì alle 18:30 in Biblioteca di Ponte nelle Alpi

Apre martedì alle 18:30 alla Biblioteca di Ponte nelle Alpi la rassegna Voci di donna 2024. A questo primo appuntamento si parlerà di femminicidi, partendo dal caso successo nel 1933 descritto nel libro di Roberto De Nart “Omicidio di Emma Canton” tratto dagli atti processuali conservati all’Archivio di Stato di Venezia. Oltre all’autore interverranno l’avvocato Anna Polifroni, la presidente dell’Associazione Belluno/Donna Anna Cubattoli e la consigliera alle Pari opportunità del Comune di Ponte nelle Alpi Sabrina Dassié. Il libro narra i fatti realmente accaduti 90 anni fa nella frazione di S. Antonio Tortal di Trichiana (Borgo Valbelluna). Ovvero il crudele femminicidio della povera Emma Canton, 22enne di Confos, incinta di due mesi, aggredita e uccisa dal suo ex fidanzato Abele De Barba. Sono trascorsi 90 anni, cosa è cambiato, recita il sottotitolo della serata. Nulla, verrebbe da dire, se analizziamo i fatti di cronaca di questi ultimi mesi. Giulia Cecchettin 22enne di Vigonovo è stata accoltellata dal suo ex fidanzato Filippo Turetta. Lo stesso per Vanessa Ballan, la 26enne incinta di Riese Pio X° accoltellata anche lei dal suo ex, Bujar Fandaj. E ogni volta la linea difensiva a distanza di 90 anni è sempre quella, si cerca di provare la semi infermità mentale dell’omicida per ottenere uno sconto di pena. Nel caso di Emma Canton la difesa dell’omicida gioca anche la carta sulla moralità della donna, senza peraltro riuscirci, per accedere ai benefici di legge previsti per il delitto d’onore del vecchio Codice Rocco, che prevedeva per l’omicidio della donna una condanna mite da 3 a 7 anni. Dunque una situazione a 90 di distanza che presenta molte similitudini. Dove la donna è doppiamente vittima, in primo luogo della violenza feroce dell’omicida e poi da una situazione generale dove è ancora lei, la donna, ad essere messa in discussione piuttosto che l’omicida.

- Advertisment -

Popolari