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Sanità. Le richieste del Comitato feltrino per il diritto alla salute, Rete giù le mani dalla sanità bellunese

L’attenzione al disagio giovanile e ai disturbi alimentari è stata al centro della giornata di venerdì 15 marzo. L approfondimento ma anche le rivendicazioni dei/delle giovani presenti sono state puntuali e hanno fatto emergere ancora una volta la necessità di attivare ora , che siamo ancora in tempo, servizi a loro dedicati. L’istituzione di psicologi di base o il miglioramento della presenza dei psicologi nelle scuole, di supporto ai giovani ma anche alle famiglie, possono prevenire “cadute” più gravi.

E di “cadute nel buco nero” si è parlato sabato pomeriggio con la visione del Docu-film ” Kripton” di Francesco Munzi. In 100 giorni di riprese si racconta la storia vera di 6 giovani inseriti in due centri psichiatrici romani ma anche delle famiglie e degli operatori che vi lavorano. Momenti reali che hanno scosso i presenti in sala non solo per chi li vive ma anche per chi ha scelto, in un pomeriggio di sole feltrino, di chiudersi dentro una sala buia per provare a capire. Forse anche in questo un modo per stare vicino a questi familiari, ai giovani malati, per continuare a condividere con la società civile bellunese la pretesa che si faccia più attenzione e venga data dignità ai malati mentali. Richieste peraltro nate con Basaglia e che 100 anni o 100 giorni ci riportano all’ oggi.

 

Capire e raccontare

Non bastano mai i giorni dedicati a capire e a raccontare ciò che sta succedendo alla sanità bellunese . In questi giorni di ricorrenza dei 100 anni dalla nascita di Basaglia e del “fiocchetto lilla” – giornata dedicata ai disturbi alimentari, Il Comitato feltrino per la tutela della salute (della Rete giù le mani dalla Sanità Bellunese) con la Rete degli studenti medi hanno dedicato momenti di riflessione con altri giovan3, genitori , operatori della scuola e tutti coloro che necessitavano di sapere di più sulla salute mentale .
Il flash mob di lunedì 11 marzo davanti all’ Ospedale “S. Maria del Prato” di Feltre , Comitato Feltrino insieme a Covesap – coordinamento Veneto sanità pubblica, in concomitanza con l’ esposizione di cartelli negli altri Ospedali di Agordo, Pieve di Cadore e Belluno, si sono evidenziate le criticità dei servizi al disagio e alla Salute Mentale in tutta la provincia.
Il depotenziamento o la chiusura di servizi non ha fatto che acuire le già grandi difficoltà di questa provincia montana . Lo riassumono bene i cartelli specifici davanti ai singoli ospedali!

Le richieste 

Chiediamo che si attivino Ulss e Regione per finanziamenti alla salute mentale.

Attualmente la spesa pro-capite per la sanità mentale e solo del 2,27% del fondoNazionale e porta il Veneto al terz’ultimo posto tra le regioni italiane.

Denaro investito su una pista da bob (17 utenti) e non dedicato a 1000 e più utenti
interessati a cure per la salute mentale e disagio.
Investimenti per :
Personale in più ( dagli Oss, alle infermiere psicologi psichiatri con una
stabilizzazione di contratto).
Ridisegnare i luoghi di cura (anche quelli che già esistono!!) decorosi dove accogliere i pazienti psichiatrici Vedi la CTRP Feltre ad esempio, ma anche il reparto di degenze
Ci sono esempi virtuosi per progetti (non a spot) di ricreare spazi di cura territoriali per renderli più adatti alle attività di assistenza (vedi il progetto nazionale “coloriamo i luoghi di salute mentale” o “Progetto di Vita” o percorsi di dialogo)
Creare adeguati servizi di sostegno alle famiglie e non basarsi troppo sul volontariato che non può sopperire al SSN Servizio Sanitario nazionale ( sempre più anziani e sempre più stanchi ) .
Riattivare quei servizi di prevenzione caratteristica laica, pubblica e diffusa sul territorio dei consultori pubblici. Attraverso i percorsi di Salute, affettività e sessualità nelle scuole, e supporto psicologico che molto hanno fatto a suo tempo. Adottare orari dei
Consultori vicini alle esigenze dei giovani !!
La laicità di questi luoghi assicura una visione diversa dagli stessi privati che si
definiscono di ispirazione cristiana o lo fanno per business (con fondi regionali a loro dedicati a scapito di investimento a quelli pubblici )
Attenzione alla psichiatria infantile, al disagio dei giovani la cui rabbia si esterna fuori ma anche dentro di sé; al problema legato all’ alcol , al tema del disagio e dei suicidi ( in provincia più alto della media veneta) riaprendo anche il Centro di Auronzo dedicato e riferimento italiano prima dello smantellamento . Attenzione anche alla vera riabilitazione delle persone con malattia mentale.

 

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