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Domani in Senato si parla di autonomia differenziata. Zaia: “Momento storico”. Il No di Rifondazione

Venezia, 15 gennaio 2024  –  “Domani al Senato si aprirà la discussione con oggetto il disegno di legge sull’autonomia differenziata. Non esito a definire il 16 gennaio di quest’anno come una data storica, al pari del 22 ottobre 2017 in cui si è celebrato il referendum consultivo nel Veneto. In quel giorno di ormai quasi sette anni fa è stata grande protagonista l’espressione della volontà popolare, come prosecuzione naturale da domani lo saranno i lavori parlamentari. L’approdo a Palazzo Madama dopo un attento percorso istituzionale conferma, ulteriormente e qualora ce ne fosse ancora bisogno, la perfetta coerenza del progetto con la Carta costituzionale. Questo momento cruciale per la vita del Paese, inoltre, ci conforta che è stato recuperato il tempo perduto e che non sono passati invano gli anni trascorsi in attesa che trovasse ascolto la richiesta del 98% dei Veneti che hanno risposto alla convocazione referendaria”.

Queste le riflessioni del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alla viglia dell’avvio della seduta con cui al Senato della Repubblica sarà affrontato come primo punto all’ordine del giorno della seduta la discussione sul disegno di legge di iniziativa governativa sull’attuazione dell’Autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dello specifico articolo della Costituzione.

“Il percorso di attuazione dell’autonomia differenziata si è in questi anni confrontato con vari ostacoli – prosegue il Governatore del Veneto – a cominciare dalla percezione di novità che rappresenta e, soprattutto, dalla complessità per quanto riguarda l’efficienza finanziaria delle Regioni e la capacità amministrativa con l’assunzione di dati il più possibile oggettivi che possano orientare i lavori. L’autonomia differenziata, infatti, deve contare su comportamenti di gestione efficaci, tali da garantire ai cittadini un effettivo miglioramento dell’azione pubblica. Anche per questo sono convinto che se dall’emiciclo dei Senatori arriverà presto un nuovo via libera, questo sarà un’importante tappa per spianare la strada a grandi opportunità per tutte le realtà territoriali del Paese. Le amministrazioni regionali, infatti, con l’autonomia ridurranno la distanza tra il potere decisionale e il cittadino, una grande opportunità per fare verificare e apprezzare la loro efficienza. È la vera rivoluzione che attendiamo da decenni, l’occasione per traghettare la Repubblica verso la modernità con coerenza con i suoi principi fondativi contenuti nella Costituzione”.

“Ringrazio ancora una volta il ministro Calderoli, la Premier e l’Esecutivo che ha dato l’accelerazione necessaria a questo progetto con il disegno di legge di iniziativa governativa – conclude Zaia -. Da domani al Senato si aprono giorni in cui affrontare la discussione generale e la valutazione degli emendamenti. Il voto finale sarà una risposta ai cittadini”.

 

Il 16 gennaio il ddl Calderoli va in Aula in Senato, dopo il passaggio in commissione Affari Costituzionali, che non ha modificato in maniera sensibile il testo presentato dal ministro degli Affari Regionali; anzi, per volontà della maggioranza, è stato in alcuni articoli relativi al regime finanziario addirittura peggiorato.
Il calendario dei lavori prevede 3 giorni di discussione: entro 19 il testo dovrà essere licenziato; un passaggio fulmineo, uno strangolamento dei tempi di discussione del Senato considerando l’entità della posta in gioco, ovvero la devoluzione della potestà legislativa esclusiva su 23 materie che riguardano la nostra vita quotidiana (tra cui lavoro, ambiente, sanità, istruzione, infrastrutture, rapporti con l’UE), e che determinerà nel Paese diritti diversi in base alla regione di residenza. Il tutto senza nemmeno la definizione dei LEP, Livelli essenziali di prestazione a garanzia dei diritti sociali, come previsto in Costituzione.
A nulla sono valsi i moniti di Unione Europea, Ufficio Parlamentare di Bilancio, Corte dei Conti, Banca d’Italia, Confindustria e persino della Cei, che – con diversi accenti – hanno sottolineato come l’autonomia differenziata aumenterà le diseguaglianze tra Nord e Sud. All’interno dello stesso territorio, da Nord a Sud, poi, chi è ricco sarà colpito dalla privatizzazione dei servizi, che però potrà pagarsi; chi non lo è, subendo un taglio dei servizi pubblici, vedrà lesa la garanzia al godimento dei diritti universali. L’ abbassamento delle condizioni di vita colpirà ovunque e chiunque.
Il governo ha deciso di procedere spedito, in parallelo con il progetto di premierato forte: un’altra picconata all’edificio costituzionale.
Da Catania a Torino, da Milano a Napoli, a Bologna, Trieste, Padova, Potenza, Bari il Tavolo No AD (composto da sindacati, associazioni, partiti politici, comitati) sarà in piazza il 16 gennaio per dire no alla divisione della Repubblica e alla istituzionalizzazione delle diseguaglianze, e per dire sì all’uguaglianza dei diritti da Nord a Sud e al superamento degli squilibri territoriali.
Cittadine e cittadini consegneranno nelle prefetture un documento di protesta verso il governo con la richiesta che ritiri il ddl Calderoli; in Veneto verrà consegnato direttamente alla Presidenza della Regione, antesignana dell’autonomia differenziata.
A Roma, in piazza della Rotonda, il presidio si terrà dalle 15,30 alle 19,30 e darà vita a una staffetta che accompagnerà i lavori dell’aula del Senato per tutto il ristretto tempo di discussione. Ė prevista la presenza di senatori, di esponenti delle forze politiche, sindacali, associative.

FERMIAMO IL DDL Calderoli SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!
Nonostante tutti gli allarmi lanciati da costituzionalisti, economisti, sindacati, associazioni,
nonostante le manifestazioni di decine di migliaia di cittadini, il governo decide di
proseguire nella sua strada di divisione della Repubblica e di distruzione dei diritti: il 16
gennaio inizierà la discussione in Senato sul Decreto Calderoli! In decine di città, dal
Nord al Sud, si svolgeranno presìdi per dire NO! Fermatevi prima che sia troppo tardi!
E’ IN PERICOLO L’UNITA’ DELLA REPUBBLICA, I DIRITTI, L’UGUAGLIANZA DI TUTTI I CITTADINI
L’Autonomia differenziata è un progetto che prevede di dare competenza legislativa esclusiva alle Regioni su ben 23 materie che attualmente sono di competenza dello Stato. Le materie che passerebbero alle Regioni riguardano la vita e le condizioni di lavoro di tutte le lavoratrici e lavoratori, di tutte le cittadine e cittadini. Il governo Meloni ha presentato un disegno di legge (Calderoli) per l’applicazione dell’Autonomia differenziata.
IL DDL CALDEROLI PROPONE LA REGIONALIZZAZIONE DI BEN 23 MATERIE
Tra le materie che verrebbero regionalizzate ci sono: istruzione, sanità, lavoro, beni culturali, ambiente, trasporti, infrastrutture, commercio, professioni, commercio con l’estero e i rapporti con l’Ue.
AUTONOMIA DIFFERENZIATA VUOL DIRE
Attacco ai contratti nazionali, privatizzazioni e ulteriori tagli ai servizi pubblici, liquidazione di ciò che resta della sanità pubblica, fine della Scuola della Repubblica.
Partecipiamo numerosi anche a Venezia ritrovandoci il 16 gennaio 2024 alle ore 11.30
PRESIDIO Sotto gli uffici della Regione Veneto-Fondamenta S. Lucia, 23

DIVIDE ET IMPERA L’AUTONOMIA E’ UNA SECESSIONE CHE COLPISCE TUTTI
Lavoratori spinti ad accettare condizioni di lavoro al ribasso, in concorrenza con quelli di altre Regioni.
Lotte e mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori frammentate a livello regionale ostacolano la difesa della Scuola, della Sanità, dei contratti nazionali, della sicurezza sul lavoro, dell’ambiente …
L’Autonomia differenziata fa a pezzi diritti ed economia
NO al DDL Calderoli – NO alle diseguaglianze!
SI’ ad un’Italia unita e solidale!

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