L’unico “vigile urbano” del piccolo Comune deve rilevare gli incidenti stradali anche nei giorni di festa? Le parole del prefetto ci lasciano allibiti
Con grande amarezza e delusione apprendiamo le parole del Prefetto di Belluno secondo il quale, non solo le Polizie Locali devono accollarsi i rilievi di tutti gli incidenti stradali, per lasciare libere le forze di polizia dello Stato, ma anche l’unico “vigile urbano” in servizio nel piccolo comune dovrebbe adoperarsi per rilevare gli incidenti stradali nel suo territorio, anche nei giorni di festa ed anche se da solo.
La Polizia Locale “dovrebbe” rilevare tutti gli incidenti stradali – dice – ma a noi risulta che le leggi dello Stato stabiliscano ben altro.
L’espletamento dei servizi stradali (tra i quali il rilevo dei sinistri) infatti, spetta in via principale alla Polizia di Stato e poi, a scendere, a tutte le altre polizie. Il Codice della Strada inserisce le polizie locali solo dopo quelle nazionali, indicando una gerarchia di ingaggio che è esattamente l’opposto di come la intende Sua eccellenza.
Un impiego, quello delle Polizie Locali in materia di sicurezza stradale che è ribadito anche nel Decreto del Ministero dell’Interno di agosto 2017, spesso sventolato come pretesto per scaricare i rilievi dei sinistri sulle Polizie Locali, già a corto di organico e con fondi ridotti all’osso.
La direttiva di Minniti parla chiaro: “Sulla viabilità ordinaria, le forze di polizia, nonché i Corpi e i servizi di polizia locale, con il limite delle competenze assegnate dall’art. 12 del codice della strada, concorrono con la Specialità della Polizia di Stato nello svolgimento dei servizi di polizia stradale”. E ancora: “tale concorso è assicurato in via preminente dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri”.
Ciononostante, i numeri evidenziano il primato delle Polizie Locali. Più del 65% dei sinistri stradali che avvengono sul territorio nazionale, infatti, viene gestito e rilevato proprio dalle Polizie Locali, poco più del 20% dai Carabinieri e meno del 15% del totale dalla Polizia di Stato (ASAPS). E questo oltre a tutti gli altri interventi che le Polizie Locali fanno, in gran parte su richiesta del 112 o del 113, per giunta.
Interventi che, seguendo la logica del Prefetto, dovrebbero essere rispediti al mittente, per fare in modo che le pattuglie delle Polizie Locali siano sempre libere per rilevare gli incidenti.
Ben venga la collaborazione e la cooperazione tra polizie nazionali e polizie locali, che questa Segreteria ha sempre incentivato e continuerà ad incentivare, ma pretendere che l’unico operatore di Polizia Locale rilevi gli incidenti che avvengono nel suo territorio da solo, 365 giorni l’anno e magari a 67 anni di età, significa sacrificare qualcuno affinché faccia quello che gli altri non vogliono fare.
Se lo Stato vuole che le Polizie Locali siano impiegate nei servizi di polizia stradale non più solo in concorso, modifichi le leggi e metta i finanziamenti necessari. Certo, qualcuno dovrà rinunciare alla propria “preminenza” ma fino a quel momento.
S.U.L.P.L. Veneto
