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martedì, Giugno 18, 2024
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Limiti e criticità della scuola italiana. Summer camp e apprendimento della lingua inglese

Da sempre caro ai genitori, il tema della scuola è da anni oggetto di dibattito in Italia e nonostante il fenomeno della DAD abbia portato alla luce criticità e nuove possibilità per ragazzi e studenti, il sistema scolastico nazionale presenta alcuni nodi apparentemente impossibili da sciogliere.

Stiamo parlando di aspetti come programmi didattici obsoleti e dotazioni tecnologiche inadeguate. Ma anche di una scarsa motivazione da parte degli insegnanti, che spesso si trovano a dover gestire classi con un numero eccessivo di studenti.

In particolare, nel confronto con i sistemi scolastici dei paesi esteri, l’Italia ha un forte problema in termini di qualità dell’apprendimento degli studenti. Un aspetto che è però soggetto ad una forte variabilità, dato che nel paese si riscontrano forti disuguaglianze tra le varie regioni. Il fenomeno è particolarmente marcato nel Sud Italia, dove si riscontra un grave ritardo rispetto agli standard italiani e comunitari, che va a danneggiare ulteriormente gli studenti provenienti da territori e contesti svantaggiati.

Il problema dell’apprendimento non può comunque essere relegato in maniera esclusiva agli aspetti sopracitati. Come è noto, infatti, il recepimento delle informazioni da parte degli studenti è determinato in maniera fondamentale dalla qualità dell’insegnamento. E se da un lato è indiscutibile che le classi tendono ad essere troppo affollate di ragazzi, dall’altro spesso mancano stimoli adeguati da parte del docente.

Un quadro che descrive la complessa situazione delle scuole dell’intero paese, e non si limita certo alle regioni meridionali. A confermarlo è la tendenza a ricorrere a soluzioni scolastiche integrative per quelle che vengono identificate come materie determinanti per il futuro dei ragazzi, in particolare le lingue straniere.

Sono sempre di più le famiglie che iscrivono bambini e ragazzi a corsi di lingua e summer camp all’estero per avere la certezza che i loro figli riescano ad esprimersi correttamente in inglese. Sì, perché i dati parlano chiaro: nonostante il programma di insegnamento nazionale preveda circa 13 anni di studio dell’inglese, sono pochi i ragazzi che arrivati al diploma riescono effettivamente a sostenere una conversazione in questa lingua. Colpa di una metodologia che si basa anzitutto sulla comprensione e produzione scritta, ma che di fatto rappresenta solo la punta dell’iceberg.

Basta uno sguardo complessivo per capire che per migliorare il livello di apprendimento degli studenti italiani è necessario modificare anzitutto il metodo di insegnamento adottato e, di conseguenza, rivedere la formazione dei docenti. In questo senso la legge n. 79 del 29 giugno 2022 promette di portare cambiamenti importanti, prevedendo un cambiamento radicale nel percorso di formazione degli insegnanti.

Stando a quanto stabilito dalla nuova legge, presto potranno diventare docenti di ruolo solo quanti avranno seguito un corso della durata di un anno (con 60 CFU) che andrà ad integrare le conoscenze acquisite con la laurea magistrale. Solo a queste condizioni sarà possibile sostenere il nuovo esame di abilitazione, che servirà ad accertare il livello di conoscenza della materia di riferimento e consentirà al candidato di partecipare al concorso pubblico di assunzione. Un iter molto diverso da quello che ha portato in cattedra gli insegnanti attuali.

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